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Mappa concettuale e riassunto Giulio Cesare

Giulio Cesare, figura centrale della storia romana, dalla guerra civile contro Pompeo, alle riforme che trasformarono la Repubblica, fino al suo tragico assassinio e l'eredità lasciata a Roma e al suo popolo.

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1

Dopo le campagne in ______, Cesare entrò in conflitto con il Senato, che aveva eletto ______ come unico console nel ______.

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Gallia Pompeo 52 a.C.

2

Cesare sconfisse e uccise il suo avversario ______ nella battaglia di ______ il ______.

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Pompeo Farsalo 28 settembre del 48 a.C.

3

La guerra civile si concluse a ______ nel ______, dove Cesare sconfisse gli ultimi sostenitori di ______.

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Munda 45 a.C. Pompeo

4

Cariche di Cesare dopo la sconfitta dei pompeiani

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Dittatore, imperatore e console a vita; potere illimitato entro le istituzioni romane.

5

Effetto delle riforme cesariane sul Senato

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Riforme politiche indebolirono il Senato, rafforzando le assemblee popolari.

6

Propaganda e culto della persona di Cesare

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Uso di simboli regali e opere architettoniche per promuovere un culto simile a quello dei sovrani orientali.

7

Cesare diede inizio a una ______ all'interno della ______ ______ con una serie di riforme.

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rivoluzione Repubblica Romana

8

Per gestire il sovraffollamento di Roma, Cesare limitò il traffico dei ______ durante il giorno e ampliò i ______ della città.

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carri confini

9

Cesare introdusse il conio permanente di monete in ______, raffiguranti simboli della sua ______ e ______.

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oro grandezza discendenza

10

Genio militare di Cesare

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Riconosciuto come il più grande stratega, eccelleva nella tattica e nella strategia militare.

11

Rapporto Cesare-soldati

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Cesare era visto come leader benevolo e autorevole, guadagnandosi la fiducia dell'esercito.

12

Difesa dei confini repubblicani

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Cesare capì l'importanza di una difesa estesa e dislocò truppe permanentemente ai confini.

13

Nel ______, alcuni Senatori, guidati da Cassio, pianificarono di uccidere Cesare.

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44 a.C.

14

Il ______, giorno delle idi di marzo, Cesare fu ingannato e portato in Senato dove fu assassinato.

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15 marzo del 44 a.C.

15

Dopo la sua morte, Cesare fu cremato nel foro il ______, con una cerimonia grandiosa.

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20 marzo del 44 a.C.

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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La Guerra civile contro Pompeo

Di ritorno dalle campagne in Gallia, Cesare era già in rapporti molto tesi con il Senato, che aveva nominato Pompeo unico console in carica (52 a.C.). Nonostante i tentativi dei suoi sostenitori Marco Antonio e Curione, Cesare non riuscì ad ottenere alcun compromesso con la Repubblica, ormai fortemente schierata contro le sue ambizioni personali. Nel 49 a.C., al confine con la penisola italiana (il fiume Rubicone), Cesare si rifiutò di sciogliere le legioni. Al contrario, invase Roma e diventò nemico di Stato. L’eliminazione di Pompeo Andati in fumo i propositi di riconciliazione con Pompeo, Cesare provò a ripiegare sull’alternativa militare – supportata dal furto dell’oro contenuto nelle casse della Repubblica. Fu così che il 28 settembre del 48 a.C., dopo varie battaglie e una grave sconfitta a Durazzo, riuscì a sconfiggere e uccidere Pompeo a Farsalo. La sfida degli eredi pompeiani I pompeiani si riorganizzarono sotto la guida di Catone. Seguirono altre due fasi della guerra civile: - La fase africana: rifugiatosi in Egitto, Cesare si affiancò alla regina Cleopatra VII. Lì venne preso d’assedio, ma riuscì prima a scappare per rinforzarsi a Roma e poi a sconfiggere Catone a Tapso (46 a.C.); - La fase spagnola: il conflitto si concluse un anno dopo (nel 45 a.C.) a Munda, dove erano rimasti gli ultimi pompeiani.

Il potere assoluto su Roma

Una volta eliminata definitivamente la fazione pompeiana, Cesare ebbe accesso a un potere illimitato – inquadrato dalle istituzioni romane con le cariche di dictator, imperator e console a vita. L’evoluzione della politica a Roma passò inoltre per le riforme politiche che indebolirono il Senato a favore del rafforzamento delle assemblee popolari. Cesare voleva davvero diventare re di Roma? La tesi classica sostiene che Cesare avesse come obiettivo la monarchia divina, come testimoniato dall’uso dei simboli e dalle opere architettoniche che fece costruire. La sua propaganda, tipica dei sovrani orientali, si trasformò presto in vero culto della sua persona.
foro-di-cesare-a-roma

Le riforme cesariane

Cesare avviò una vera e propria rivoluzione all’interno della Repubblica Romana. Le riforme che attuò si possono suddividere in tre categorie: - ‍Amministrative: completò le riforme amministrative che erano state avviate da Silla. Concesse la cittadinanza ai Galli e aumentò sia il numero dei senatori che quello dei magistrati, inserendo in entrambi i gruppi suoi fedeli sostenitori;‍ - Urbanistiche: Roma era all’epoca sovraffollata da una massa popolare a malapena sotto controllo. Per questo vietò la circolazione diurna alla maggior parte dei carri e allargò il perimetro cittadino. Introdusse anche un nuovo sistema di censimento, rendendolo più efficiente;‍ - Economiche: Cesare decise di rendere permanente il conio di monete d’oro. Su di esse erano impresse inoltre immagini simboliche che richiamavano la sua grandezza, dalle campagne in Gallia alla discendenza divina.
campo-marzio

Il genio militare

Giulio Cesare viene ancora oggi riconosciuto dagli esperti come il più grande genio militare mai esistito. Egli riuscì infatti a porsi nei confronti dell’esercito come una figura di riferimento benevola ma al contempo autorevole. Il rapporto di fiducia tra Cesare e i suoi soldati, costruito durante le campagne, venne poi sigillato dall’introduzione del diritto a un premio per il congedo militare. Il conquistatore di Gallia fu inoltre il primo a intuire che i nuovi confini della Repubblica andassero difesi in modo capillare. Proprio per questo decise di iniziare a dislocare permanentemente alcune regioni fuori da Roma, creando un sistema di controllo più efficiente e meno soggetto alle incursioni, soprattutto a nord.

Dalla congiura ai funerali

Visto lo stampo assoluto del potere di Cesare, nel 44 a.C. alcuni Senatori si organizzarono intorno alla figura di Cassio per eliminarlo. Entrò a far parte della congiura anche Bruto, uomo molto vicino al dittatore che nutriva però credenze personali fortemente contrarie alla monarchia. Alle idi di marzo dello stesso anno, ovvero il 15 marzo del 44 a.C., Cesare venne condotto in Senato con l’illusione di essere incoronato re per volontà unanime dei politici repubblicani. Nonostante i pesanti presagi delle ultime ore della sua vita, il dittatore decise di proseguire il suo impegno istituzionale andando incontro al suo destino. Una volta sul trono venne accoltellato a turno da tutti i congiurati, compreso Bruto, a cui rivolse le ultime parole: “Anche tu, Bruto, figlio mio”. I funerali e l’eredità Il 20 marzo del 44 a.C. Cesare venne cremato nel foro, dopo delle celebrazioni in pompa magna a cui accorsero cittadini sia romani che stranieri. Nonostante il suo successore logico fosse proprio Marco Antonio, l’eredità politica ed economica del dittatore venne raccolta pressoché in toto dal figlio adottivo Ottaviano. Cesare lasciò inoltre al popolo romano sia una piccola somma di denaro che i giardini privati che aveva fatto costruire lungo le sponde del Tevere.
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