Le riforme degli istituti professionali in Italia hanno portato a una nuova struttura dei percorsi formativi, con un biennio comune e un triennio di specializzazione. L'accento è sull'approfondimento pratico e l'alternanza scuola-lavoro, con l'obiettivo di migliorare l'inserimento nel mondo del lavoro e offrire opportunità di istruzione superiore post-diploma.
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Riforma degli Istituti Professionali in Italia
In Italia, gli istituti professionali hanno subito riforme legislative volte a migliorare l'adeguamento dell'offerta formativa alle richieste del mercato del lavoro e alle nuove direttive dell'istruzione. Il D.P.R. n. 87 del 15 marzo 2010 ha semplificato gli indirizzi di studio, riducendoli da 28 a 6, per minimizzare le sovrapposizioni con l'istruzione tecnica e con il sistema regionale di istruzione e formazione professionale. Il D.Lgs. 61/2017, conosciuto come "La Buona Scuola", ha introdotto il Progetto Educativo, Culturale e Professionale (PECUP) per gli istituti professionali, mirando a rinnovarne l'identità e la struttura didattica. Questa riforma ha enfatizzato la personalizzazione dei percorsi di apprendimento mediante il Progetto Formativo Individuale (PFI), per rispondere in modo più efficace alle esigenze e alle potenzialità di ciascuno studente.
Struttura e Organizzazione dei Percorsi Formativi
La struttura dei percorsi formativi negli istituti professionali è articolata in un biennio comune e un triennio di specializzazione. Il biennio comprende 2112 ore di lezione, di cui 1188 ore dedicate all'istruzione generale e 924 ore agli insegnamenti tecnico-pratici specifici dell'indirizzo scelto. Di queste, 264 ore sono riservate alla personalizzazione dell'apprendimento e al PFI. Nel triennio, l'accento è posto sull'approfondimento pratico e laboratoriale, con 1056 ore annuali divise tra istruzione generale e insegnamenti di indirizzo. L'alternanza scuola-lavoro inizia dal secondo anno e le scuole dispongono di un margine di autonomia del 20% per potenziare gli insegnamenti, con particolare attenzione agli aspetti laboratoriali.
Autonomia Didattica e Innovazione Metodologica
La riforma del 2017 ha incentivato l'innovazione metodologica e concesso maggiore autonomia didattica agli istituti professionali. Le attività e gli insegnamenti del biennio sono organizzati in assi culturali, che promuovono l'acquisizione di competenze trasversali fondamentali. Le scuole, sulla base del PFI, possono adottare metodologie didattiche attive e strutturare l'insegnamento in unità di apprendimento modulari, favorendo la transizione verso altri percorsi di istruzione e formazione. È inoltre possibile la collaborazione con esperti esterni attraverso contratti d'opera e la creazione di partenariati per arricchire l'offerta formativa, nonché l'implementazione di progetti di orientamento e inserimento professionale.
Passaggi e Confluenze tra Percorsi Formativi
Il D.Lgs. n. 61/2017 ha introdotto 11 nuovi indirizzi di studio, ampliando le opzioni formative disponibili per gli studenti. Il decreto attuativo della "Buona Scuola" regolamenta i passaggi tra i percorsi di istruzione professionale e quelli di istruzione e formazione professionale (IeFP), offrendo agli studenti la possibilità di personalizzare il proprio percorso formativo. I passaggi sono condizionati dai risultati di apprendimento e sono progettati per facilitare un inserimento graduale nel nuovo percorso. Il Ministero dell'Istruzione ha definito i profili di uscita e stabilito una correlazione tra le qualifiche e i diplomi professionali IeFP e gli indirizzi degli istituti professionali, semplificando i passaggi tra i diversi sistemi formativi.
Opportunità Post-Diploma e Inserimento nel Mondo del Lavoro
Il diploma conseguito al termine dei percorsi di istruzione professionale apre diverse strade, sia nel settore lavorativo sia nell'ambito dell'istruzione superiore. I diplomati possono proseguire gli studi all'università, negli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, negli istituti tecnici superiori (ITS) o nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS). Esistono inoltre percorsi brevi per acquisire specializzazioni tecniche superiori (IETS) o percorsi biennali presso gli ITS per ottenere un diploma di tecnico superiore in settori tecnologici avanzati.
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D.P.R. n. 87/2010 - Riduzione indirizzi studio
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Ridotti da 28 a 6 per evitare sovrapposizioni con istruzione tecnica e regionale.
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D.Lgs. 61/2017 - 'La Buona Scuola'
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Introduce PECUP per rinnovare identità e didattica degli istituti professionali.
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Progetto Formativo Individuale (PFI)
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Personalizza apprendimento in base a esigenze e potenzialità degli studenti.
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Nei primi due anni degli istituti professionali, gli studenti affrontano un totale di ______ ore di lezione, suddivise tra istruzione generale e insegnamenti tecnico-pratici.
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2112
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Durante il triennio di specializzazione negli istituti professionali, l'enfasi è sullo sviluppo di competenze pratiche con ______ ore di lezione all'anno.
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1056
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Assi culturali nel biennio
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Organizzazione insegnamenti in assi culturali per competenze trasversali.
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Autonomia didattica e PFI
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Scuole adottano metodi attivi e unità modulari basati sul PFI.
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Collaborazione con esperti esterni
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Contratti d'opera e partenariati per arricchire offerta formativa.
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Il ______ n. 61/2017 ha introdotto nuovi indirizzi di studio per gli studenti.
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D.Lgs.
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Il decreto attuativo della 'Buona Scuola' permette passaggi tra percorsi di istruzione professionale e ______.
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istruzione e formazione professionale (IeFP)
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Proseguimento studi universitari per diplomati professionali
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Dopo il diploma professionale, possibilità di iscrizione all'università.
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Alta formazione artistica, musicale e coreutica
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I diplomati possono accedere a istituti specializzati in arte, musica e danza.
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ITS e IFTS per specializzazioni tecniche
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Percorsi post-diploma in ITS per diventare tecnici superiori, IFTS per formazione tecnica avanzata.
Q&A
Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento