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Sviluppo sostenibile e sue dimensioni

Lo sviluppo sostenibile mira a soddisfare i bisogni attuali senza pregiudicare le future generazioni. Si articola in dimensioni ambientali, economiche e sociali, perseguendo l'equilibrio tra conservazione delle risorse, benessere economico e giustizia sociale. L'Agenda 2030 e i suoi 17 SDGs rappresentano il piano d'azione globale per questo obiettivo.

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1

Il concetto di ______ ______ è stato definito nel ______ 'Our Common Future' nel ______.

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sviluppo sostenibile rapporto 1987

2

Due concetti fondamentali del ______ ______ includono la priorità ai bisogni dei più ______ e il riconoscimento dei ______ ambientali.

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sviluppo sostenibile poveri limiti

3

Gli obiettivi del ______ ______ includono la preservazione dell'______ , l'efficienza economica e il sostegno all' ______.

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sviluppo sostenibile integrità ecologica equità sociale

4

Dimensione ambientale della sostenibilità

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Conservazione risorse naturali, uso sostenibile risorse non rinnovabili, uso senza eccedere rigenerazione risorse rinnovabili.

5

Dimensione economica della sostenibilità

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Mantenimento benessere economico a lungo termine, promozione dematerializzazione ed efficienza risorse.

6

Dimensione sociale della sostenibilità

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Garanzia equità, accesso risorse e servizi, partecipazione attiva nella società.

7

Altre dimensioni della sostenibilità

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Gestione crescita demografica, equilibrio geografico, giustizia sociale, salvaguardia diversità culturale.

8

Nel ______, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la 'United Nations Millennium Declaration', che ha definito otto obiettivi per affrontare problemi globali.

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settembre 2000

9

L'Agenda 2030 mira a superare sfide come la ______, la ______, e il ______, attraverso 169 traguardi specifici.

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povertà fame cambiamento climatico

10

Teoria dei 'Tre Mondi'

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Classifica nazioni in Primo, Secondo e Terzo Mondo basata su sviluppo economico e politico.

11

Alfred Sauvy

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Economista francese, ideatore della teoria dei 'Tre Mondi' nel 1952.

12

Conferenza di Bandung 1955

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Incontro storico dei paesi del Terzo Mondo per non allineamento e anticolonialismo.

13

Quarto Mondo

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Termine usato per indicare le nazioni più povere e vulnerabili, oltre la classificazione originale.

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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Definizione e Principi dello Sviluppo Sostenibile

Lo sviluppo sostenibile è un paradigma definito nel rapporto "Our Common Future" della Commissione Mondiale sull'Ambiente e lo Sviluppo (WCED) nel 1987, che mira a soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Questo approccio si basa su due concetti chiave: la necessità di rispondere prioritariamente ai bisogni fondamentali delle persone più povere e il riconoscimento dei limiti che le attuali condizioni tecnologiche e sociali pongono sull'ambiente, influenzando la capacità di questo di rispondere ai bisogni attuali e futuri. Lo sviluppo sostenibile si distingue dalla semplice crescita economica, che è quantificabile attraverso il reddito pro capite, poiché implica trasformazioni qualitative che interessano l'economia, la società e l'ambiente. Gli obiettivi dello sviluppo sostenibile comprendono la preservazione dell'integrità ecologica, la promozione dell'efficienza economica in armonia con l'ecologia e il sostegno all'equità sociale, sia all'interno della stessa generazione (intragenerazionale) che tra generazioni diverse (intergenerazionale).
Paesaggio naturale con terreno fertile e coltivazioni variegate, fiume serpeggiante con riflessi azzurri e alberi fioriti, cielo azzurro con sole luminoso.

Dimensioni e Aspetti della Sostenibilità

La sostenibilità si articola in tre dimensioni principali: ambientale, economica e sociale. La dimensione ambientale si concentra sulla conservazione delle risorse naturali, assicurando che l'uso delle risorse non rinnovabili sia sostenibile e che l'uso delle risorse rinnovabili non superi la loro capacità di rigenerazione. La dimensione economica si occupa di mantenere un livello di benessere economico che possa essere sostenuto nel lungo termine, promuovendo pratiche come la dematerializzazione e l'efficienza delle risorse. La dimensione sociale mira a garantire l'equità, l'accesso alle risorse e ai servizi, e la partecipazione attiva di tutti i membri della società. Inoltre, la sostenibilità può essere considerata anche in termini di dimensioni demografiche, geografiche, culturali e istituzionali, che includono la gestione della crescita della popolazione, l'equilibrio tra le diverse aree geografiche, la promozione della giustizia sociale e la salvaguardia della diversità culturale.

Dall'United Nations Millennium Declaration all'Agenda 2030

La "United Nations Millennium Declaration", adottata nel settembre 2000, ha stabilito otto Millennium Development Goals (MDGs) con l'intento di affrontare questioni globali come la povertà, la salute, l'istruzione e la protezione dell'ambiente. Questi obiettivi hanno guidato gli sforzi internazionali fino al 2015, quando sono stati sostituiti dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L'Agenda 2030, lanciata nel 2016, include 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) con 169 traguardi specifici, che mirano a indirizzare una vasta gamma di sfide globali, tra cui la povertà, la fame, la salute, l'educazione, la parità di genere, l'acqua pulita, l'energia pulita, il lavoro dignitoso, la crescita economica, e il cambiamento climatico. L'Agenda 2030 rappresenta un piano d'azione globale per raggiungere uno sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni.

Evoluzione del Concetto di "Tre Mondi" e la Complessità dello Sviluppo Globale

La teoria dei "Tre Mondi", formulata dall'economista francese Alfred Sauvy nel 1952, divideva le nazioni in tre categorie basate sul loro sviluppo economico e politico: il Primo Mondo, con nazioni industrializzate e economie di mercato; il Secondo Mondo, con paesi a economia pianificata; e il Terzo Mondo, che comprendeva i paesi ex coloniali e non allineati. La Conferenza di Bandung del 1955 fu un momento significativo per i paesi del Terzo Mondo, che si unirono attorno ai principi di non allineamento e anticolonialismo. Tuttavia, con il passare del tempo, la realtà politica ed economica di questi paesi si è evoluta, rendendo la classificazione dei "Tre Mondi" meno rilevante. Alcuni paesi, come quelli ricchi di risorse naturali o quelli che hanno sperimentato una rapida industrializzazione, hanno superato la definizione di "Paesi in via di sviluppo", mentre altri, in particolare in Africa, hanno affrontato sfide persistenti, portando all'uso del termine "Quarto Mondo" per indicare le nazioni più povere e vulnerabili. Oggi, termini come "Least Developed Countries" (LDCs) e "Global South" sono più comunemente utilizzati per descrivere la complessa mappa dello sviluppo globale, riflettendo la diversità delle condizioni economiche e sociali dei paesi in tutto il mondo.