L'ascesa di Giolitti e le basi della sua politica
Giovanni Giolitti emerse come figura centrale nella politica italiana all'inizio del XX secolo, in un periodo caratterizzato da profonde tensioni sociali e politiche. La sua ascesa fu segnata dall'assassinio di re Umberto I nel 1900 ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci, un evento che rifletteva il clima di insoddisfazione e agitazione sociale dell'epoca. Giolitti assunse la carica di ministro degli interni nel governo presieduto da Giuseppe Zanardelli nel 1901, e successivamente ricoprì il ruolo di Presidente del Consiglio dei ministri in più mandati fino al 1914. Egli introdusse una nuova strategia politica basata sulla conciliazione e sul trasformismo, che mirava a includere nel processo decisionale le diverse forze sociali e politiche, in particolare i partiti socialisti e cattolici. Nonostante il rifiuto dei socialisti di partecipare direttamente al governo, essi fornirono un supporto indiretto alle riforme di Giolitti, che si concentrarono sul miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori, sulla modernizzazione dell'economia e sull'espansione dei diritti sociali e politici.
Le riforme sociali, politiche ed economiche dell'età giolittiana
Durante il periodo di governo di Giovanni Giolitti, l'Italia vide l'introduzione di significative riforme sociali, politiche ed economiche. Giolitti perseguì una politica di modernizzazione economica che favorì lo sviluppo industriale, in particolare nel Nord Italia, e l'espansione delle infrastrutture, come strade e ferrovie. Sul fronte sociale, furono promulgate leggi per migliorare le condizioni di lavoro, tra cui la regolamentazione dell'orario lavorativo e l'introduzione di misure di sicurezza sul lavoro. In ambito politico, Giolitti lavorò per estendere il suffragio, anche se limitatamente agli uomini, e per ridurre le tensioni tra lo Stato e la Chiesa, favorendo un clima di maggiore tolleranza e inclusione. Le sue politiche contribuirono a stabilizzare l'Italia durante un periodo di trasformazioni, ma non furono esenti da critiche e controversie, in particolare per il loro impatto sulle disuguaglianze regionali e per l'uso talvolta ambiguo del potere politico.Vuoi creare mappe dal tuo materiale?
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