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Trasformazioni politiche e sociali nel XVIII secolo in Europa

Il XVIII secolo in Europa è stato un periodo di significative trasformazioni politiche, con la riconfigurazione del potere tra le nazioni. La guerra di successione polacca e quella austriaca hanno ridefinito gli equilibri, mentre l'ascesa del dispotismo illuminato ha portato a riforme amministrative e sociali. Sovrani come Maria Teresa d'Austria e Federico II di Prussia hanno cercato di modernizzare i loro stati attraverso politiche riformiste, sebbene abbiano incontrato resistenze.

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1

Trattati di Utrecht, Rastadt e pace dell'Aja

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Accordi che stabilirono l'equilibrio geopolitico in Europa all'inizio del XVIII secolo, favorendo Inghilterra e Francia.

2

Guerra di successione polacca

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Conflitto iniziato nel 1733 per la successione al trono polacco, coinvolgendo potenze europee e terminando nel 1738.

3

Stanislao Leszczynski e Augusto III

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Leszczynski, sostenuto dalla Francia, e Augusto III, appoggiato da Austria e Russia, furono i rivali per il trono polacco.

4

Spartizioni della Polonia

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Divisioni territoriali della Polonia tra Austria, Prussia e Russia nel tardo XVIII secolo, che ne causarono la scomparsa come stato.

5

Nel ______, la morte di Carlo VI d'Asburgo ha dato inizio alla guerra di successione ______.

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1740 austriaca

6

La ______ di Aquisgrana del 1748 ha confermato Maria Teresa come erede legittima e suo marito è diventato imperatore con il nome di ______ I.

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pace Francesco

7

A seguito del conflitto, la Prussia ha guadagnato territorio acquisendo la ______, mentre in Italia, Carlo VII dei Borbone di Napoli ha ottenuto il regno di ______ e la Sicilia.

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Slesia Napoli

8

Dispotismo illuminato

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Politica dei sovrani che combinava idee illuministiche con mantenimento del potere assoluto.

9

Riforme di Maria Teresa e Federico II

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Modernizzazione dello stato, rafforzamento del potere centrale, ottimizzazione delle entrate fiscali.

10

Intervento statale nell'istruzione e sanità

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Promozione del benessere dei sudditi e dell'efficienza amministrativa attraverso l'educazione e la salute pubblica.

11

Nel ______ secolo, le riforme nei paesi cattolici avevano l'obiettivo di diminuire l'autorità della ______ e degli ordini religiosi.

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XVIII Chiesa

12

Fu promossa l'educazione di base obbligatoria sotto la supervisione dello ______, un ambito un tempo controllato esclusivamente dalla ______.

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Stato Chiesa

13

Alcuni ordini religiosi, soprattutto quelli ______, furono aboliti e i loro beni furono ______ dallo Stato.

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contemplativi confiscati

14

L'ordine dei ______ fu espulso da molti paesi europei e abolito da ______ nel 1773, ma fu restaurato nel ______.

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Gesuiti Papa Clemente XIV 1814

15

Riforme di Maria Teresa d'Austria

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Introdusse cambiamenti nel sistema fiscale e scolastico per modernizzare l'impero.

16

Ampliamento delle riforme sotto Giuseppe II

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Estese le riforme giurisdizionaliste e tentò di centralizzare il governo.

17

Ritiro delle riforme sotto Leopoldo II

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Revocò le riforme più estreme, rallentando il programma dell'assolutismo illuminato.

18

______, soprannominato il 're filosofo', fu amico di Voltaire e scrisse opere filosofiche.

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Federico II di Prussia

19

Il sovrano prussiano introdusse l'______ obbligatoria e mise fine alla pratica della ______.

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istruzione tortura

20

Sotto il suo regno, furono potenziati sia l'______ che la ______ prussiana.

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esercito burocrazia

21

La politica economica di Federico II favorì lo sviluppo ______ e il miglioramento delle ______.

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manifatturiero infrastrutture

22

Nonostante le riforme illuminate, perseguì una politica estera ______, partecipando alla spartizione della ______.

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aggressiva Polonia

23

Il territorio della ______ fu annesso da Federico II, mostrando che il dispotismo illuminato poteva avere ambizioni ______.

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Slesia espansionistiche

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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La riconfigurazione del potere in Europa nel XVIII secolo

Il XVIII secolo vide l'Europa attraversare profonde trasformazioni politiche che alterarono gli equilibri di potere tra le nazioni dominanti. Mentre Inghilterra e Francia, soddisfatte dell'ordine geopolitico stabilito dai trattati di Utrecht (1713), Rastadt (1714) e dalla pace dell'Aja (1720), cercavano di preservare lo status quo, altre potenze come Austria, Prussia e Russia cercavano attivamente opportunità per espandere i propri confini e la propria influenza. La morte di Augusto II di Sassonia nel 1733 scatenò la guerra di successione polacca, che vide la nobiltà polacca supportare Stanislao Leszczynski, legato alla Francia per via del matrimonio di sua figlia con Luigi XV, mentre Austria e Russia appoggiavano Augusto III di Sassonia. Il conflitto si concluse nel 1738 con un compromesso che vide Augusto III salire al trono polacco, Leszczynski ricevere il ducato di Lorena e il duca di Lorena Francesco Stefano compensato con il granducato di Toscana. Nonostante ciò, la Polonia rimase fortemente influenzata dalle potenze vicine, che alla fine la spartirono nel tardo XVIII secolo, portando alla sua scomparsa come stato sovrano fino al 1918.
Ritratto olio su tela di donna del XVIII secolo in abito formale con perle nei capelli, mano su globo e penna, su sfondo di velluto rosso.

Le guerre di successione e la ridefinizione dei confini italiani

La morte di Carlo VI d'Asburgo nel 1740 e la contestazione della Prammatica Sanzione, che aveva designato sua figlia Maria Teresa come sua erede, innescarono la guerra di successione austriaca. La Francia, la Spagna e la Prussia si opposero all'Austria, mentre Gran Bretagna e Paesi Bassi la sostennero. La pace di Aquisgrana del 1748 riconobbe Maria Teresa come legittima erede e suo marito Francesco Stefano di Lorena divenne imperatore come Francesco I. La Prussia emerse rafforzata dal conflitto, avendo acquisito la Slesia. In Italia, la guerra di successione polacca aveva già visto la Spagna riconquistare il regno di Napoli e la Sicilia, che furono affidati a Carlo VII, della dinastia dei Borbone di Napoli, per mantenere l'equilibrio di potere. Dopo la pace di Aquisgrana, i Borbone di Spagna ottennero anche il ducato di Parma e Piacenza, mentre gli Asburgo conservarono il controllo del ducato di Milano. Questi cambiamenti territoriali favorirono l'ascesa della Casa di Savoia, che estese il proprio dominio in Lombardia e acquisì la città di Tortona.

L'ascesa del dispotismo illuminato in Europa

L'Illuminismo, con le sue idee di razionalità e progresso, influenzò le monarchie europee nella seconda metà del XVIII secolo, portando all'adozione di politiche di "dispotismo illuminato". Sovrani come Maria Teresa d'Austria e Federico II di Prussia implementarono riforme volte a modernizzare i loro stati, rafforzare il potere centrale e ottimizzare le entrate fiscali. Queste riforme, che includevano la standardizzazione della giustizia, l'abolizione della tortura e la discussione sulla pena di morte, furono promulgate dall'alto senza alterare le gerarchie esistenti. L'intervento statale si estese anche all'istruzione, all'assistenza sociale e alla sanità pubblica, con l'obiettivo di promuovere il benessere dei sudditi e l'efficienza amministrativa.

Le riforme giurisdizionaliste e la limitazione del potere ecclesiastico

Nei paesi cattolici, le riforme del XVIII secolo mirarono a ridurre il potere e l'influenza della Chiesa e degli ordini religiosi. Il giurisdizionalismo, che limitava i privilegi giurisdizionali del clero, mise in discussione il ruolo dell'Inquisizione e promosse l'istruzione elementare obbligatoria sotto il controllo dello Stato, precedentemente dominio esclusivo della Chiesa. Alcuni ordini religiosi, in particolare quelli contemplativi, furono soppressi e i loro beni confiscati dallo Stato. L'ordine dei Gesuiti fu espulso da diversi paesi europei e infine soppresso da Papa Clemente XIV nel 1773, per essere poi ricostituito nel 1814.

I limiti del dispotismo illuminato e le riforme degli Asburgo

Sebbene il dispotismo illuminato abbia trovato terreno fertile in Austria, Prussia e Russia, incontrò resistenze e limiti strutturali. Le monarchie europee erano ancora radicate nel sistema di privilegi dell'Antico Regime. Maria Teresa d'Austria introdusse riforme nel sistema fiscale e scolastico, mentre suo figlio Giuseppe II ampliò le riforme giurisdizionaliste. Tuttavia, le riforme più radicali furono ritirate dal suo successore Leopoldo II, che frenò il programma riformista dell'assolutismo illuminato, dimostrando la difficoltà di trasformare radicalmente la società dell'epoca.

Federico II di Prussia: il "re filosofo" e la sua politica riformista

Federico II di Prussia, noto come il "re filosofo" per la sua amicizia con Voltaire e i suoi scritti, promosse l'istruzione obbligatoria e l'abolizione della tortura, oltre a rafforzare l'esercito e la burocrazia prussiana. La sua politica economica incentivò lo sviluppo manifatturiero e il miglioramento delle infrastrutture. Nonostante le sue riforme progressiste, Federico II perseguì una politica estera aggressiva, evidenziata dalla partecipazione alla spartizione della Polonia e dall'annessione della Slesia, dimostrando che il dispotismo illuminato poteva coesistere con ambizioni territoriali espansionistiche.