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La scultura "Apollo e Dafne" di Gian Lorenzo Bernini

La scultura 'Apollo e Dafne' di Gian Lorenzo Bernini cattura la metamorfosi di Dafne in un albero di alloro, un momento chiave della mitologia greca. Realizzata nel 1625, l'opera è un esempio eccelso di arte barocca, con dettagli che esprimono il dinamismo e il pathos della scena narrata da Ovidio nelle 'Metamorfosi'. Rappresenta un punto di svolta artistico e un simbolo di virtù immutabile.

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1

Autore di 'Apollo e Dafne'

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Gian Lorenzo Bernini, scultore e artista del Barocco.

2

Fonte ispiratrice dell'opera

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'Metamorfosi' di Ovidio, testo classico che narra miti di trasformazione.

3

Anno di completamento di 'Apollo e Dafne'

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1625, periodo del Barocco romano.

4

Nella scultura di ______, ______ sta diventando un albero di ______, simbolo di ______ e ______, mentre ______ può solo osservarla.

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Bernini Dafne alloro gloria purezza Apollo

5

Artista di 'Apollo e Dafne'

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Gian Lorenzo Bernini, maestro dell'arte barocca.

6

Periodo di realizzazione 'Apollo e Dafne'

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Iniziato nel 1622, sospeso, completato nel 1625.

7

Significato posizionamento 'Apollo e Dafne'

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Ottimizza impatto visivo, guida sguardo verso metamorfosi, accentua teatralità.

8

Durante il restauro del ______, si scoprì che Bernini aveva impiegato ______ di gesso per tutelare le parti più fragili della scultura.

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1997 cuscinetti

9

Nonostante le congetture su un possibile contributo di ______ nei dettagli minuti di "Apollo e Dafne", si è giunti a ritenere che la sua partecipazione fosse di natura più ______.

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Giuliano Finelli generale

10

Scultore di 'Apollo e Dafne'

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Gian Lorenzo Bernini, artista del Barocco.

11

Significato della metamorfosi di Dafne

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Simboleggia la virtù immutabile e pura.

12

Funzione celebrativa della scultura

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Omaggio a Cardinale Scipione Borghese e Villa Borghese come fulcro culturale.

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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La rappresentazione scultorea della metamorfosi di Dafne

La scultura "Apollo e Dafne" è un'opera maestra di Gian Lorenzo Bernini, che illustra con maestria la narrazione mitologica della metamorfosi di Dafne in un albero di alloro, come descritto nelle "Metamorfosi" di Ovidio. Completata nel 1625, l'opera rappresenta Apollo in una posa dinamica, con un piede a terra e l'altro sollevato, mentre con la mano sinistra sfiora Dafne. La ninfa è colta nell'attimo in cui si trasforma: i suoi piedi si radicano al suolo e le sue estremità si convertono in rami e foglie. Il panneggio che avvolge Apollo esalta il movimento, mentre l'espressione di Dafne, che si volge indietro, trasmette il pathos della sua metamorfosi. Bernini cattura l'istante preciso della trasformazione, offrendo allo spettatore un'esperienza visiva che fonde emozione e narrazione.
Scultura in marmo 'Apollo e Dafne' di Gian Lorenzo Bernini, che mostra Apollo in inseguimento e Dafne in trasformazione arborea.

Il mito di Apollo e Dafne e la vendetta di Eros

Il tema della scultura trae origine dal poema epico "Metamorfosi" di Ovidio, che narra la storia di Apollo, colpito da una freccia d'oro scagliata da Eros in segno di vendetta, che si innamora perdutamente di Dafne, una ninfa votata alla castità e al culto di Diana. Dafne, ferita da una freccia di piombo che la rende avversa all'amore, prega suo padre, il dio fluviale Peneo, di mutare la sua forma per eludere Apollo. La scultura di Bernini rappresenta il momento culminante di questa vicenda, con Dafne che si trasforma in un albero di alloro, emblema di gloria e purezza, mentre Apollo, impotente di fronte al destino, è costretto ad ammirare la sua amata nella sua nuova forma vegetale.

La genesi dell'opera e la sua collocazione originaria

"Apollo e Dafne" fu commissionata dal Cardinale Scipione Borghese e rappresenta un punto di svolta nell'arte barocca. Bernini selezionò il blocco di marmo per l'opera nel 1622 e, dopo aver sospeso il lavoro per dedicarsi alla scultura del David, terminò l'opera nel 1625. Inizialmente, la scultura era strategicamente posizionata nella Galleria Borghese per massimizzare l'impatto visivo, con Apollo che indirizzava lo sguardo dello spettatore verso la metamorfosi di Dafne. Questa disposizione, vicino alla cappella e alla scala a chiocciola della villa, accentuava la teatralità dell'opera e coinvolgeva emotivamente il pubblico.

Tecniche scultoree e collaborazioni nell'opera di Bernini

Bernini esibì un virtuosismo tecnico eccezionale nella realizzazione di "Apollo e Dafne", impiegando tecniche avanzate come il trapano per scolpire le dita che si trasformano in foglie e il gradino di scalpello per simulare la corteccia dell'albero. La finitura superficiale varia per differenziare il tessuto del panneggio dalla texture della pelle, dimostrando la capacità di Bernini di rendere il marmo sorprendentemente realistico. Nel corso del restauro del 1997, si scoprì che Bernini aveva utilizzato cuscinetti di gesso per proteggere le parti più delicate durante la lavorazione, rimossi solo al completamento dell'opera. Sebbene si sia ipotizzato che Giuliano Finelli, uno degli allievi di Bernini, potesse aver contribuito a dettagli fini dell'opera, questa supposizione è stata ridimensionata a una collaborazione più generale.

Influenze artistiche e simbolismo nell'opera di Bernini

"Apollo e Dafne" di Bernini non è solo la rappresentazione di un episodio mitologico, ma è anche intrisa di riferimenti artistici e simbolici. Bernini si ispirò all'Apollo del Belvedere per la figura del dio e si avvalse di opere di Annibale Carracci e Guido Reni per le espressioni facciali e i dettagli di movimento. La scultura fungeva anche da celebrazione del Cardinale Scipione Borghese e della Villa Borghese come centro di cultura e arte. La metamorfosi di Dafne in alloro simboleggia la virtù che, nonostante le insidie, rimane pura e immutabile, un messaggio morale che era enfatizzato dai versi incisi sul basamento dell'opera.