Il Risorgimento italiano e la nascita del Regno d'Italia sono eventi storici fondamentali guidati dal Regno di Sardegna e figure come Cavour e Garibaldi. L'unificazione, segnata da guerre e plebisciti, ha portato alla creazione di una nazione unita sotto la Casa Savoia, escludendo inizialmente Roma e il Veneto.
Mostra di più
1
5
La nascita del Regno d'Italia e il ruolo del Regno di Sardegna
Il Regno d'Italia venne proclamato il 17 marzo 1861, segnando il culmine del Risorgimento, il movimento per l'unificazione italiana. Il Regno di Sardegna, sotto la guida di Casa Savoia, fu il principale artefice di questo processo. Originariamente composto da Sardegna, Piemonte e Liguria, il regno si espanse notevolmente dopo la Seconda guerra d'indipendenza (1859), annettendo la Lombardia in seguito agli accordi di pace con l'Austria e, tramite plebisciti, le regioni dell'Emilia-Romagna e la Toscana. La spedizione dei Mille, guidata dal patriota Giuseppe Garibaldi nel 1860, portò all'annessione del Regno delle Due Sicilie e di parte degli Stati Pontifici, escluso il Lazio con Roma, che rimase sotto il controllo papale. Questi eventi furono ratificati da plebisciti popolari, nonostante l'opposizione e l'esilio di Francesco II di Borbone.
La Seconda guerra d'indipendenza e l'epopea garibaldina
La Seconda guerra d'indipendenza fu scatenata dall'ultimatum austriaco al Regno di Sardegna il 26 aprile 1859. L'alleanza con la Francia di Napoleone III fu determinante per le vittorie sabaude, che portarono all'ingresso trionfale a Milano. Tuttavia, l'armistizio di Villafranca e la Pace di Zurigo lasciarono il Veneto sotto il dominio austriaco, creando malcontento tra i patrioti italiani. Nel 1860, l'Italia era divisa tra il Regno di Sardegna, l'Austria a nord, lo Stato Pontificio al centro e il Regno delle Due Sicilie a sud. La spedizione dei Mille, partita il 5 maggio 1860, fu un'azione rivoluzionaria che portò Garibaldi e i suoi volontari a sbarcare in Sicilia e a marciare verso Napoli, sconfiggendo l'esercito borbonico e instaurando un governo provvisorio.
Impatto della spedizione dei Mille e gestione delle insurrezioni
La spedizione dei Mille ebbe conseguenze rilevanti sull'unificazione italiana. Garibaldi, dopo le vittorie in Sicilia, istituì un governo provvisorio che adottò misure a favore dei contadini, come l'abolizione della tassa sulla farina. Tuttavia, le speranze di una riforma agraria furono deluse e le rivolte contadine furono represse, come nel caso del massacro di Bronte. Queste azioni furono intraprese per assicurare il sostegno delle classi dirigenti e per mantenere il controllo sul processo unificatore, evitando il rischio di una controrivoluzione.
L'azione di Cavour e la proclamazione del Regno d'Italia
L'impresa garibaldina, sebbene ammirata, preoccupava il primo ministro piemontese Camillo Benso, conte di Cavour, che temeva la formazione di un governo repubblicano e l'intervento straniero a sostegno del Papato. Per scongiurare questi rischi, Cavour ordinò l'invasione delle Marche e dell'Umbria, sconfiggendo le truppe papali a Castelfidardo e preservando Roma dall'occupazione. Nel frattempo, Garibaldi ottenne la vittoria sulle forze borboniche al Volturno. Questi eventi portarono alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861, con Vittorio Emanuele II di Savoia come re e Torino come prima capitale. L'unificazione della penisola fu quasi completa, ad eccezione di Roma e del Veneto, che sarebbero stati annessi rispettivamente nel 1870 e nel 1866.
Vuoi creare mappe dal tuo materiale?
Inserisci il tuo materiale in pochi secondi avrai la tua Algor Card con mappe, riassunti, flashcard e quiz.