Erasmo da Rotterdam, intellettuale del Rinascimento, ha lasciato un segno indelebile nella pedagogia e letteratura con opere come 'Elogio della follia'.
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La vita e il pensiero di Erasmo da Rotterdam
Erasmo da Rotterdam, il cui vero nome era Desiderius Erasmus Roterodamus, nacque nel 1466 e divenne una delle figure più influenti del Rinascimento europeo. Figlio illegittimo di un sacerdote, Erasmo perse entrambi i genitori a causa della peste quando era ancora adolescente e fu affidato alla cura dei Fratelli della vita comune, che gli fornirono un'educazione umanistica. Ordinato sacerdote nel 1492, si dedicò agli studi umanistici, viaggiando attraverso l'Europa per incontrare altri intellettuali e accedere a biblioteche prestigiose. A Venezia collaborò con il celebre tipografo Aldo Manuzio, e a Londra scrisse l'"Elogio della follia" mentre era ospite di Thomas More. Erasmo insegnò anche greco e teologia presso l'Università di Cambridge. Nonostante le turbolenze religiose del suo tempo, Erasmo cercò di mantenere una posizione di moderazione, promuovendo la riforma della Chiesa cattolica dall'interno e rifiutando la nomina a cardinale. Morì a Basilea nel 1536, lasciando un'eredità di tolleranza e dialogo intellettuale.
Contributi pedagogici e letterari di Erasmo
Erasmo da Rotterdam contribuì notevolmente alla pedagogia e alla letteratura del suo tempo, lasciando un'eredità di opere che riflettevano il suo impegno per un'educazione umanistica e cristiana. Tra i suoi scritti pedagogici più influenti vi sono "De pueris statim ac liberaliter instituendis" (Sull'educazione immediata e liberale dei bambini), che enfatizza l'importanza dell'educazione fin dalla prima infanzia, e "De ratione studii" (Sul metodo di studio), che fornisce linee guida per un'educazione letteraria. I "Colloquia" (Colloqui) sono una raccolta di dialoghi che servono come manuali di lingua latina e come strumento per l'educazione morale e religiosa. Erasmo sosteneva la necessità di una riforma morale e intellettuale della Chiesa, e pur essendo simpatizzante delle idee della Riforma protestante, non si schierò apertamente con nessuna delle fazioni in conflitto, mantenendo una posizione di neutralità e dialogo.
Il modello educativo erasmiano
Il modello educativo proposto da Erasmo si basava sulla convinzione che l'educazione dovesse essere adattata alle diverse fasi della vita, promuovendo uno sviluppo armonioso delle capacità intellettuali, morali, religiose e civiche. Erasmo enfatizzava l'importanza della natura, della ragione e dell'esercizio nella formazione dell'individuo. Propugnava un approccio all'insegnamento del latino che fosse interattivo e coinvolgente, e sosteneva lo studio della storia e delle scienze come fondamentale per la comprensione del mondo. La sua visione educativa era incentrata sullo sviluppo delle potenzialità individuali piuttosto che sulla preparazione a una professione specifica, con l'obiettivo di formare cittadini virtuosi e ben informati.
"Adagia" e "Elogio della follia": opere di formazione per adulti
Nella sua opera "Adagia", Erasmo compilò una vasta collezione di proverbi e detti della tradizione classica, fornendo interpretazioni e applicazioni morali pertinenti alla società del suo tempo. Questo lavoro, destinato a un pubblico adulto, si distingue per la sua erudizione e la sua capacità di collegare il sapere antico alla vita quotidiana. Con l'"Elogio della follia", Erasmo offrì una satira pungente delle superstizioni, della corruzione ecclesiastica e dell'ipocrisia sociale, promuovendo un'educazione che valorizzasse l'autocoscienza critica e l'ironia. Quest'ultima opera, in particolare, fungeva da specchio per i lettori, invitandoli a riflettere sulle incongruenze della società e a cercare la verità oltre le apparenze.
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