La lotta per l'indipendenza nei paesi europei del XIX secolo
L'indipendenza greca del XIX secolo, sostenuta da potenze europee e intellettuali come Lord Byron, segna un'epoca di rivolte e cambiamenti geopolitici. In Italia, le società segrete come i Federati e la Carboneria guidano insurrezioni contro il dominio austriaco, mentre in Spagna la monarchia costituzionale è brevemente instaurata prima dell'intervento della Santa Alleanza.
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La lotta per l'indipendenza greca e il sostegno internazionale
Nel corso del XIX secolo, la Grecia, sottomessa all'Impero ottomano, fu pervasa da un crescente desiderio di indipendenza. Questo sentimento era alimentato da un rinnovato interesse per l'antica gloria ellenica e da un forte senso di identità nazionale, legato anche alla religione cristiana ortodossa, in contrasto con l'Islam dei dominatori turchi. L'Etería, una società segreta fondata da intellettuali e patrioti greci, fu il motore dell'insurrezione del 1821. La proclamazione dell'indipendenza greca avvenne il 1º gennaio 1822, ma la reazione ottomana fu immediata e brutale. La resistenza greca, consapevole delle proprie limitate forze, cercò sostegno internazionale, attirando simpatie e volontari da tutta Europa, tra cui il poeta inglese Lord Byron e il patriota italiano Santorre di Santarosa, entrambi morti in Grecia. La posizione geopolitica della Grecia, al crocevia tra Oriente e Occidente, e l'eco del suo passato glorioso motivarono l'intervento di Francia, Regno Unito e Russia. La decisiva battaglia navale di Navarino, avvenuta il 20 ottobre 1827, vide la flotta alleata sconfiggere quella ottomana. Successivamente, l'avanzata dell'esercito russo mise ulteriormente in difficoltà l'Impero ottomano. La pace di Adrianopoli del 1829 riconobbe l'indipendenza della Grecia, ma il controllo sul nuovo stato fu esercitato dalle potenze europee: nel 1832, la corona fu offerta al principe bavarese Ottone I di Wittelsbach, e la Grecia entrò nell'orbita di influenza britannica.
Rivolte e repressioni nel Regno di Sardegna e nel Lombardo-Veneto
Nel Regno di Sardegna, il malcontento nei confronti del regime assolutistico di Vittorio Emanuele I portò alla formazione dei Federati, una società segreta che aspirava all'indipendenza dall'Austria e all'unificazione dell'Italia settentrionale sotto la guida dei Savoia. Il movimento trovò un iniziale alleato in Carlo Alberto, erede al trono, che durante la sua reggenza temporanea promise una Costituzione e formò un governo liberale. Tuttavia, con il ritorno di Carlo Felice, la Costituzione fu revocata e la rivolta fu repressa con l'assistenza militare austriaca. Nel Lombardo-Veneto, governato direttamente dall'Impero austriaco e privo di autonomia, i sentimenti liberali e nazionalisti erano fortemente osteggiati. Le politiche doganali austriache danneggiavano gli interessi della borghesia lombarda, e i liberali si organizzarono attorno al periodico "Il Conciliatore". Tuttavia, la pubblicazione fu proibita e molti intellettuali, tra cui Silvio Pellico e Giovanni Berchet, aderirono alla Carboneria, un'altra società segreta con obiettivi rivoluzionari. Dopo il fallimento del moto piemontese, la repressione austriaca si intensificò, portando all'arresto e alla detenzione di numerosi membri della Carboneria e dei Federati, tra cui Pellico e il conte Federico Confalonieri, che furono imprigionati nella fortezza dello Spielberg.
La rivoluzione liberale in Spagna e le insurrezioni nel Regno delle Due Sicilie
In Spagna, il re Ferdinando VII di Borbone, che aveva annullato la Costituzione liberale del 1812, si trovò di fronte a un crescente malcontento. Il 1º gennaio 1820, un ammutinamento guidato da ufficiali affiliati a società segrete scoppiò a Cadice, con la richiesta di ripristinare la Costituzione. Per placare la rivolta, Ferdinando VII accettò di concedere lo Statuto e di riunire le Cortes, inaugurando la prima esperienza di monarchia costituzionale in Europa dopo il Congresso di Vienna. Tuttavia, nel 1823, la Santa Alleanza intervenne per restaurare il regime assolutistico borbonico e revocare la Costituzione. Nel Regno delle Due Sicilie, ispirati dagli eventi spagnoli, scoppiò un'insurrezione militare a Nola nel luglio 1820, che si diffuse rapidamente. Il re Ferdinando I concesse una Costituzione e convocò il Parlamento. Tuttavia, il movimento separatista in Sicilia complicò la situazione. La Santa Alleanza, preoccupata dalla diffusione dei moti liberali, autorizzò un intervento armato austriaco e il 23 marzo 1821 le truppe entrarono a Napoli, ripristinando l'assolutismo borbonico.
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