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La Francia nel XVII secolo: instabilità politica e affermazione dell'assolutismo

La Francia dopo Enrico IV affronta conflitti interni e la reggenza di Maria de' Medici. Luigi XIII e Richelieu consolidano il potere regio, mentre Luigi XIV instaura l'assolutismo e riforma l'economia con Colbert. Le rivolte della Fronde e le guerre di Luigi XIV segnano il periodo.

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1

Paulette (1610)

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Tassa per l'ereditarietà delle cariche pubbliche, stabilizzava entrate statali.

2

Reggenza di Maria de' Medici

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Madre di Luigi XIII, reggente con consiglieri italiani, malcontento nobiltà francese.

3

Stati Generali (1614)

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Assemblea di clero, nobiltà, terzo stato, senza risultati per divisioni interne.

4

Nel ______, Luigi XIII iniziò il suo regno e si affidò a ______ per consolidare il potere regale.

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1617 Cardinale Richelieu

5

Durante l'assedio di ______, le forze di Luigi XIII e Richelieu sconfissero gli ______ nel ______.

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La Rochelle Ugonotti 1628

6

Morte di Luigi XIII e Richelieu

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1642-1643, lascia Francia vulnerabile, Luigi XIV giovane, Anna d'Austria reggente con Mazzarino.

7

Reggenza Anna d'Austria

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Affida il potere a Mazzarino, gestisce Francia durante minorità Luigi XIV.

8

Esito della Fronde

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Rivolte represse, influenzano politica francese verso assolutismo di Luigi XIV.

9

Dopo la scomparsa di ______ nel 1661, ______ prese il comando diretto del governo, eliminando la carica di ______ e riducendo l'influenza di sua ______.

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Mazzarino Luigi XIV primo ministro madre

10

Funzione della corte di Versailles sotto Luigi XIV

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Strumento di controllo della nobiltà e consolidamento dell'assolutismo regio.

11

Obblighi dei nobili a Versailles

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Residenza obbligatoria e partecipazione alla vita di corte per dipendere dai favori del re.

12

Colbert sostenne il ______ e mise in atto politiche per rafforzare il commercio ______ e ______ della Francia.

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mercantilismo interno coloniale

13

Guerre di Luigi XIV

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Conflitti per espansione territoriale e supremazia francese in Europa, inclusi scontri con Spagna, Olanda e lega di Augusta.

14

Guerra di successione spagnola

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Conflitto dal 1701 al 1714 che indebolì la Francia, portando all'isolamento e alla perdita di territori.

15

Paci di Utrecht e Rastatt

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Accordi del 1713-1714 che ridisegnarono l'equilibrio europeo e segnarono il declino dell'egemonia francese.

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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La Francia post-Enrico IV: conflitti interni e la reggenza di Maria de' Medici

Dopo l'assassinio di Enrico IV nel 1610, la Francia entrò in un periodo di instabilità politica, segnato da conflitti interni e lotte di potere tra le fazioni nobiliari. La società era polarizzata tra cattolici e protestanti ugonotti, e tra la nobiltà tradizionale, detta "di spada", e quella emergente, detta "di toga", costituita da borghesi arricchiti che avevano acquistato cariche pubbliche. Per finanziare il debito pubblico e stabilizzare le entrate dello stato, venne introdotta la "paulette", una tassa che garantiva l'ereditarietà delle cariche pubbliche. Durante la minor età di Luigi XIII, la reggenza fu assunta da Maria de' Medici, che si appoggiò a consiglieri italiani, suscitando il malcontento della nobiltà francese. Questo portò alla convocazione degli Stati Generali nel 1614, un'assemblea che si concluse senza risultati concreti a causa delle profonde divisioni tra i tre stati: clero, nobiltà e terzo stato.
Uomo in abito storico con parrucca riccia, mantello blu velluto e pelliccia, spada dorata e bastone di comando su sfondo neutro.

Il consolidamento del potere regio sotto Luigi XIII e il Cardinale Richelieu

Luigi XIII, divenuto re nel 1617, si avvalse dell'astuto Cardinale Richelieu per rafforzare l'autorità della monarchia. Richelieu affrontò tre grandi sfide: la minaccia rappresentata dagli Ugonotti, che furono sconfitti nel 1628 durante l'assedio di La Rochelle; la nobiltà ribelle, che cercava di mantenere i propri privilegi feudali; e l'opposizione popolare all'aumento delle tasse. Il Cardinale limitò l'Editto di Nantes alle sole clausole religiose, escludendo quelle politiche e militari, e lavorò per centralizzare ulteriormente il potere nelle mani del re, riducendo l'autonomia delle province e dei poteri locali.

La Fronde: rivolte contro l'assolutismo e l'instabilità politica

La morte di Luigi XIII e di Richelieu nel 1642 e nel 1643, rispettivamente, lasciò la Francia in una situazione di vulnerabilità, con un giovane Luigi XIV e la regina madre Anna d'Austria, che si affidò al Cardinale Mazzarino. Il periodo della Fronde (1648-1653) vide due principali rivolte: la Fronda parlamentare, in cui il Parlamento di Parigi si oppose a nuove tasse e criticò l'autorità regia, e la Fronda dei principi, che unì la nobiltà e il popolo contro l'assolutismo. Queste rivolte, che sfociarono in una guerra civile, furono infine represse, ma lasciarono un'impronta duratura sulla politica francese.

L'assolutismo di Luigi XIV e la costruzione dello Stato moderno

Alla morte di Mazzarino nel 1661, Luigi XIV assunse il pieno controllo del governo, escludendo la figura del primo ministro e limitando l'influenza della madre. Determinato a non ripetere l'instabilità della Fronde, Luigi XIV instaurò un regime assolutistico, centralizzando il potere e affermandosi come il Re Sole. La sua politica di controllo dell'immagine, la censura e la selezione di ministri e funzionari leali furono fondamentali per la costruzione dello Stato moderno. Luigi XIV riformò l'amministrazione, riducendo il potere della nobiltà e rafforzando gli intendenti, funzionari regi che amministravano le province in nome del re.

Versailles e la trasformazione della nobiltà in cortigiani

Luigi XIV utilizzò la corte di Versailles come strumento per assoggettare la nobiltà al suo potere. Ispirandosi ai modelli delle corti rinascimentali italiane, il re trasformò i nobili in cortigiani, obbligandoli a risiedere a Versailles e a partecipare alla vita di corte. Questo processo ridusse l'influenza politica della nobiltà, che si trovò a dipendere dalle grazie e dai favori del re, e contribuì a consolidare l'assolutismo di Luigi XIV.

Le riforme economiche e finanziarie di Jean-Baptiste Colbert

Jean-Baptiste Colbert, ministro delle finanze di Luigi XIV, fu il principale artefice delle riforme economiche e finanziarie del regno. Colbert razionalizzò il sistema fiscale, combatté l'evasione fiscale e riequilibrò il bilancio dello stato. Promosse il mercantilismo, sviluppando manifatture reali e una politica commerciale protezionista che favoriva il commercio interno e coloniale. Fondò compagnie di navigazione e avviò la colonizzazione di territori come la Luisiana, contribuendo all'espansione economica della Francia.

La politica estera aggressiva di Luigi XIV e le conseguenze

La politica estera di Luigi XIV fu dominata da una serie di guerre mirate all'espansione territoriale e all'affermazione dell'egemonia francese in Europa. Questi conflitti, tra cui la guerra contro la Spagna, l'Olanda e la lega di Augusta, portarono a cambiamenti territoriali e al riconoscimento di nuovi regni e titoli nobiliari. Tuttavia, la guerra di successione spagnola (1701-1714) indebolì la Francia, che si trovò isolata e costretta a cedere territori. Le paci di Utrecht e Rastatt del 1713 e 1714 misero fine a queste guerre, ridefinendo l'equilibrio di potere in Europa e segnando il declino dell'egemonia francese.