L'ascesa di Caravaggio e le opere per la Cappella Contarelli
L'ascesa di Caravaggio nel panorama artistico del Seicento è segnata dalle sue opere nella Cappella Contarelli e Cerasi, dove il realismo e l'uso della luce creano narrazioni visive potenti. Le rappresentazioni di episodi della vita di San Matteo e le scene di martirio e conversione degli apostoli Pietro e Paolo evidenziano il suo stile innovativo e la capacità di coinvolgere emotivamente l'osservatore.
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L'ascesa di Caravaggio e le opere per la Cappella Contarelli
Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, ottenne nel 1599 l'importante incarico di decorare la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. Questa opportunità gli fu offerta grazie al sostegno del suo mecenate, il cardinale Francesco Maria Del Monte. Il programma iconografico, originariamente concepito dal cardinale Mathieu Cointrel, detto Matteo Contarelli, prevedeva la realizzazione di opere raffiguranti episodi della vita di San Matteo. Caravaggio dipinse "La Vocazione di San Matteo" e "Il Martirio di San Matteo", opere che ottennero un grande successo e che portarono alla commissione di una terza tela, "San Matteo e l'angelo". Sebbene la prima versione di quest'ultima fu rifiutata per il suo realismo crudo e la rappresentazione poco convenzionale del santo, le opere finali della Cappella Contarelli consolidarono la reputazione di Caravaggio come uno dei più grandi pittori del suo tempo.
La Vocazione di San Matteo: un'interpretazione innovativa del sacro
"La Vocazione di San Matteo" è considerata una delle opere più significative di Caravaggio, in quanto rappresenta con maestria il momento in cui Gesù chiama Matteo a seguirlo. Caravaggio sceglie di ritrarre Matteo come un esattore di tasse, immerso nelle attività quotidiane insieme ai suoi assistenti. L'ingresso di Cristo, accompagnato da San Pietro, in una stanza scarsamente illuminata e il gesto dell'indicazione sono resi con un realismo sorprendente. Caravaggio utilizza abiti contemporanei per i pubblicani e abiti di stile antico per Cristo e Pietro, creando un contrasto che avvicina la scena sacra all'osservatore contemporaneo e sottolinea l'eternità del messaggio evangelico.
Il ruolo della luce e la simbologia nella Vocazione di San Matteo
La luce è un elemento chiave nell'arte di Caravaggio, e in "La Vocazione di San Matteo" assume un ruolo simbolico e funzionale. La fonte di luce, posta al di fuori della scena pittorica, illumina selettivamente i personaggi, enfatizzando il momento della chiamata divina. La luce diventa metafora della grazia che raggiunge e trasforma Matteo, sottolineando il tema del libero arbitrio in opposizione alle dottrine della predestinazione. Caravaggio, attraverso l'uso innovativo della luce, crea un'atmosfera carica di significato spirituale e guida l'occhio dello spettatore attraverso la narrazione visiva.
La complessa vicenda della Cappella Cerasi e le opere di Caravaggio
Successivamente, Caravaggio fu incaricato di realizzare due opere per la Cappella Cerasi nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma: "La Crocifissione di San Pietro" e "La Conversione di San Paolo". Queste tele, destinate a dialogare con le opere di artisti del calibro di Michelangelo, presentano una rappresentazione intensamente realistica e drammatica. La realizzazione delle opere per la Cappella Cerasi fu un processo complesso, con entrambe le tele che furono dipinte due volte, probabilmente a causa di critiche da parte dei committenti o per adattarle meglio allo spazio ristretto della cappella.
Realismo e interpretazione personale nei dipinti della Cappella Cerasi
Caravaggio si distingue per il suo approccio realistico e per la sua interpretazione personale degli eventi sacri nelle opere della Cappella Cerasi. In "La Crocifissione di San Pietro", l'assenza di elementi soprannaturali sottolinea la brutalità del martirio, mentre in "La Conversione di San Paolo" l'evento miracoloso è rappresentato come un'esperienza interiore profonda. Queste scelte stilistiche sono influenzate dalle dimensioni e dalla forma della cappella, che richiedevano un'esperienza visiva diretta e un'intima connessione tra le opere e l'osservatore. Le ragioni del rifiuto delle prime versioni e la decisione di Caravaggio di eseguirne di nuove sono ancora oggi argomento di studio e dibattito tra gli storici dell'arte.
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