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La Guerra del Peloponneso

L'ascesa di Atene nel V secolo a.C. e la Guerra del Peloponneso rappresentano un periodo cruciale della storia greca. Atene, grazie al suo porto e alla flotta, divenne una potenza dominante, fondando la Lega di Delo. L'imperialismo ateniese e la rivalità con Sparta portarono allo scoppio del conflitto, che si concluse con la sconfitta di Atene e profonde conseguenze politiche e culturali.

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1

Atene fondò la ______ per proteggere le città greche dalle minacce persiane, ma poi la trasformò in un impero.

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Lega di Delo

2

Le tensioni tra Atene e ______ portarono allo scoppio della Guerra del ______ nel 431 a.C., che durò più di 25 anni.

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Sparta Peloponneso

3

Decreto Megarico

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Embargo ateniese contro Megara che danneggia l'economia e aumenta tensioni con Sparta.

4

Risposta spartana al rifiuto ateniese

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Sparta dichiara guerra ad Atene dopo il rifiuto di revocare il Decreto Megarico.

5

Politica espansionistica ateniese

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Atene cerca di espandere il proprio impero, Sparta interviene per riequilibrare il potere.

6

Durante la guerra, ______ si affidò alla sua superiorità marittima per evitare scontri diretti con gli spartani, maestri della guerra terrestre.

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Pericle

7

Cattura spartani a Sfacteria

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Atene, sotto Cleone, catturò 120 soldati spartani, segnando una vittoria importante.

8

Minaccia di Brasida in Tracia

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Brasida, generale spartano, minacciò le colonie ateniesi in Tracia, cruciali per l'economia ateniese.

9

Morte dei comandanti e conseguenze

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La morte di Cleone e Brasida in battaglia contribuì all'avvio della Pace di Nicias nel 421 a.C.

10

Nel ______ a.C., Alcibiade persuase l'assemblea ateniese a invadere la Sicilia per tentare di prendere controllo di ______.

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415 Siracusa

11

Dopo essere stato accusato di ______, Alcibiade fuggì a ______ e aiutò i nemici della sua città d'origine.

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profanazione dei misteri eleusini Sparta

12

Colpo di stato oligarchico ad Atene nel 411 a.C.

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Tentativo fallito di rovesciare la democrazia, seguito da una rivolta democratica che ripristinò il governo precedente.

13

Ritorno di Alcibiade ad Atene

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Dopo l'esilio, Alcibiade tornò ad Atene e ottenne alcuni successi militari, ma non riuscì a cambiare l'esito della guerra.

14

Battaglia di Egospotami 405 a.C.

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Sconfitta decisiva della flotta ateniese che portò al crollo della potenza di Atene e alla fine della Guerra del Peloponneso.

15

Dopo la sconfitta, ______ fu obbligata a sciogliere la propria lega, unirsi a quella del ______, e smantellare le proprie difese.

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Atene Peloponneso

16

Nel ______ a.C., una rivolta capeggiata da ______ riuscì a ristabilire la democrazia nella città di Atene.

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403 Trasibulo

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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L'ascesa di Atene e le origini della Guerra del Peloponneso

Nel corso del V secolo a.C., Atene si affermò come potenza dominante nel mondo greco, grazie al suo porto, il Pireo, e alla sua flotta, che controllava le rotte commerciali dell'Egeo. Dopo aver svolto un ruolo cruciale nelle Guerre Persiane, Atene consolidò la sua influenza fondando la Lega di Delo, un'alleanza militare che inizialmente aveva lo scopo di difendere le città greche dalle minacce persiane. Tuttavia, Atene trasformò la Lega in un impero, imponendo tributi e limitando l'autonomia delle città alleate. Questa politica imperialistica e la crescente potenza ateniese generarono attriti con Sparta, la quale vedeva minacciata la propria posizione di preminenza nella Grecia continentale. Queste tensioni sfociarono nella Guerra del Peloponneso nel 431 a.C., un conflitto che si protrasse per oltre un quarto di secolo e che segnò profondamente la storia greca.
Guerrafondaio in armatura di bronzo e elmo corinzio con scudo rotondo e lancia in battaglia, tende militari sullo sfondo in un paesaggio arido.

Le cause scatenanti del conflitto

La Guerra del Peloponneso fu innescata da una serie di eventi che esacerbarono le tensioni preesistenti. Atene impose un embargo commerciale contro Megara, un alleato di Sparta, con il Decreto Megarico, che danneggiò gravemente l'economia di questa città-stato. Sparta, vedendo minacciati gli interessi dei propri alleati e la propria posizione di potenza egemone, richiese ad Atene di revocare il decreto. Di fronte al rifiuto ateniese, Sparta si sentì costretta a dichiarare guerra. Inoltre, l'aggressiva politica espansionistica di Atene, che mirava a consolidare e ampliare il proprio impero, fu percepita come una minaccia diretta da Sparta, che decise di intervenire militarmente per ristabilire l'equilibrio di potere nella Grecia.

La strategia di Pericle e l'epidemia di peste

Pericle, statista ateniese, adottò una strategia difensiva basata sulla superiorità navale di Atene, evitando scontri diretti con l'esercito spartano, noto per la sua eccellenza in battaglia terrestre. Atene si concentrò su incursioni navali lungo le coste del Peloponneso, mentre Sparta invase l'Attica, cercando di costringere Atene alla resa. Tuttavia, un'epidemia di peste devastò Atene nel 430 a.C., decimando la popolazione e portando alla morte di Pericle stesso. La perdita di questo leader carismatico e visionario privò Atene di una guida strategica e politica, lasciando un vuoto di potere che fu colmato da figure meno capaci, come Cleone, che adottò una politica più aggressiva e meno prudente.

Cambiamenti di leadership e la Pace di Nicias

Sotto la guida di Cleone, Atene ottenne una vittoria significativa catturando 120 soldati spartani a Sfacteria. Tuttavia, la situazione si ribaltò quando il generale spartano Brasida minacciò le colonie ateniesi in Tracia, vitali per l'economia della città. Dopo anni di scontri e stallo, la morte di entrambi i comandanti militari in battaglia aprì la strada alla Pace di Nicias nel 421 a.C., un trattato che prevedeva un cessate il fuoco di cinquant'anni. Nonostante le intenzioni pacifiche, la pace fu precaria e le ostilità ripresero poco dopo, a causa di violazioni da entrambe le parti e dell'incapacità di risolvere le questioni sottostanti che avevano originato il conflitto.

La spedizione in Sicilia e la sconfitta di Atene

La fragile tregua fu definitivamente infranta quando Alcibiade, un ambizioso politico e generale ateniese, convinse l'assemblea a lanciare una grande spedizione in Sicilia nel 415 a.C., con l'obiettivo di conquistare Siracusa e di espandere l'influenza ateniese. La spedizione si rivelò un disastro totale: la flotta ateniese fu annientata e Alcibiade, accusato di profanazione dei misteri eleusini, fuggì a Sparta, dove offrì il proprio aiuto contro la sua città natale. La sconfitta in Sicilia fu un colpo devastante per Atene, che perse risorse e prestigio, incoraggiando Sparta a riprendere le ostilità con rinnovato vigore e il sostegno finanziario della Persia.

Il declino di Atene e la fine della guerra

La situazione politica ad Atene divenne ancora più instabile nel 411 a.C., quando un colpo di stato oligarchico tentò di rovesciare la democrazia, ma fu rapidamente contrastato da una rivolta democratica. Nonostante il ritorno di Alcibiade e alcuni successi militari, la guerra su più fronti si rivelò insostenibile per Atene. La decisiva sconfitta della flotta ateniese a Egospotami nel 405 a.C. segnò il crollo definitivo della potenza ateniese. Senza più risorse per continuare la lotta, Atene si arrese nel 404 a.C., accettando condizioni umilianti che includevano la distruzione delle Longhe Mura e la limitazione della propria flotta.

Le conseguenze della guerra per Atene

Le condizioni di pace imposte da Sparta furono draconiane: Atene fu costretta a sciogliere la Lega di Delo, aderire alla Lega del Peloponneso, demolire le sue mura difensive e ridurre drasticamente la flotta. Un governo oligarchico, noto come i Trenta Tiranni, fu installato con il sostegno spartano, ma la loro tirannia fu breve. Nel 403 a.C., una rivolta guidata da Trasibulo restaurò la democrazia ad Atene. Nonostante la sconfitta e le perdite subite, Atene riuscì a riprendersi relativamente in fretta, mantenendo il suo ruolo di centro culturale e intellettuale del mondo greco, testimoniato dalla sopravvivenza di opere letterarie, filosofiche e artistiche che continuano a influenzare la civiltà occidentale.