L'ascesa di Napoleone Bonaparte e la sua proclamazione a Imperatore dei Francesi nel 1804 segnano l'inizio dell'Impero Francese. Le sue campagne militari, come la vittoria ad Austerlitz e la disastrosa ritirata dalla Russia, hanno definito un'era. La caduta e l'esilio di Napoleone dopo Waterloo chiudono un capitolo cruciale della storia europea.
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L'ascesa di Napoleone e la proclamazione dell'Impero Francese
Napoleone Bonaparte, salito al potere in Francia come Primo Console a seguito del colpo di Stato del 18 Brumaio (9 novembre 1799), consolidò la sua posizione con una serie di riforme interne e successi militari. La scoperta di una congiura contro di lui nel 1804 fornì il pretesto per eliminare gli oppositori e rafforzare ulteriormente il suo potere. In quello stesso anno, una nuova Costituzione fu adottata, proclamando Napoleone "Imperatore dei Francesi" e fondando l'Impero Francese. La sua incoronazione, avvenuta il 2 dicembre 1804 nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi, fu un atto di grande simbolismo, con Napoleone che si pose la corona imperiale sul capo, segnando la sua autorità assoluta e la rottura con il passato monarchico. L'Impero si proponeva di difendere i principi rivoluzionari e di stabilizzare la Francia contro le minacce esterne e interne, in particolare il rischio di restaurazione dei Borbone.
Le guerre napoleoniche e l'instaurazione del blocco continentale
Le ambizioni espansionistiche di Napoleone portarono alla formazione di coalizioni europee contro la Francia. La terza coalizione, composta da Gran Bretagna, Austria, Russia, Svezia e Regno di Napoli, fu sconfitta da Napoleone in una serie di campagne culminate nella battaglia di Austerlitz del 2 dicembre 1805, considerata una delle sue più grandi vittorie militari. Tuttavia, la marina francese subì una grave sconfitta nella battaglia di Trafalgar il 21 ottobre 1805, che consolidò il dominio britannico sui mari. In risposta, Napoleone istituì il blocco continentale, un embargo economico contro il Regno Unito, nel tentativo di danneggiarne l'economia. Il blocco, tuttavia, ebbe effetti negativi anche sull'economia europea e contribuì a creare tensioni con le nazioni alleate e sottomesse, portando a nuovi conflitti.
L'instabilità dell'Impero Napoleone
L'Impero Napoleone, nonostante le sue vittorie militari, era intrinsecamente fragile. Napoleone creò una serie di stati satellite, come la Confederazione del Reno e il Regno d'Italia, e pose membri della sua famiglia sui troni di Spagna, Napoli e Olanda. Questa politica di nepotismo e la pesante imposizione del sistema continentale generarono malcontento e resistenza nei territori occupati. La guerra peninsulare in Spagna (1808-1814) fu particolarmente disastrosa, con una guerriglia costante che indebolì l'esercito francese e alimentò un sentimento nazionalista contro l'occupazione francese.
La catastrofica campagna di Russia
La campagna di Russia del 1812 fu un punto di svolta per l'Impero Napoleone. La decisione dello zar Alessandro I di violare il blocco continentale portò Napoleone a invadere la Russia con la Grande Armata. L'occupazione di Mosca, trovata abbandonata e in fiamme, non portò alla resa russa. La ritirata francese, iniziata nell'ottobre 1812, fu un disastro a causa delle condizioni climatiche estreme, delle malattie e degli attacchi russi. La Grande Armata fu ridotta a una frazione della sua forza originale, e la sconfitta segnò l'inizio del declino del potere napoleonico in Europa.
La caduta e l'esilio di Napoleone
La disastrosa campagna di Russia fu seguita da una serie di sconfitte che culminarono nella formazione della sesta coalizione. Napoleone fu sconfitto nella battaglia di Lipsia nell'ottobre 1813 e, di fronte all'avanzata delle forze alleate verso Parigi, fu costretto ad abdicare il 6 aprile 1814. Esiliato all'isola d'Elba, mantenne il titolo di imperatore ma il suo dominio si limitava alla piccola isola. Nel marzo 1815, Napoleone fuggì e tornò al potere in Francia per un breve periodo noto come i "Cento Giorni". La sua definitiva sconfitta avvenne nella battaglia di Waterloo il 18 giugno 1815. Successivamente, fu esiliato all'isola di Sant'Elena nell'Atlantico meridionale, dove visse fino alla sua morte il 5 maggio 1821. La caduta di Napoleone segnò la fine dell'Impero Francese e l'inizio di un nuovo ordine europeo con il Congresso di Vienna.
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