L'evoluzione del concetto di sostenibilità ha portato all'integrazione di aspetti economici, sociali e ambientali. La definizione di sviluppo sostenibile del Rapporto Brundtland e l'Agenda 2030 dell'ONU con i suoi 17 SDG mirano a un futuro equo e sostenibile, affrontando sfide come il cambiamento climatico e la riduzione delle disuguaglianze.
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Evoluzione del concetto di sostenibilità e sviluppo sostenibile
Il concetto di sostenibilità, originariamente focalizzato sulla gestione delle risorse naturali, si è evoluto per includere aspetti economici, sociali e ambientali. La Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente Umano del 1972 a Stoccolma ha segnato un punto di svolta, ponendo l'accento sulla necessità di un equilibrio tra sviluppo e conservazione ambientale. Il Rapporto Brundtland del 1987 ha introdotto la definizione più diffusa di sviluppo sostenibile, enfatizzando l'importanza di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. La Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo (UNCED), nota anche come Summit della Terra del 1992, ha consolidato il concetto con l'adozione della Dichiarazione di Rio e dell'Agenda 21, un piano d'azione per il XXI secolo. Il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 ha ulteriormente sottolineato l'importanza di integrare i tre pilastri dello sviluppo sostenibile: economico, sociale e ambientale, per promuovere un futuro equo e sostenibile per tutti.
L'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata all'unanimità dai 193 Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015, rappresenta un impegno globale per il raggiungimento di un futuro sostenibile. I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), con i loro 169 target specifici, mirano a costruire su quanto realizzato dai Millennium Development Goals e ad affrontare una gamma più ampia di sfide sociali, economiche e ambientali. Gli SDG sono progettati per essere universali, applicabili a tutti i paesi, e si basano sui principi delle 5 P: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Questi obiettivi ambiziosi includono, tra gli altri, l'eliminazione della povertà estrema e della fame, la garanzia di un'educazione di qualità e l'accesso all'acqua pulita, la riduzione delle disuguaglianze, la lotta contro il cambiamento climatico e la protezione della biodiversità.
Obiettivo 13: Azioni contro il cambiamento climatico
L'Obiettivo 13 dell'Agenda 2030 sottolinea l'urgenza di adottare misure immediate e significative per combattere il cambiamento climatico e i suoi impatti. Il Protocollo di Kyoto del 1997 è stato un accordo internazionale pionieristico che ha imposto ai paesi industrializzati vincoli legalmente vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra. Nonostante alcuni successi, come il raggiungimento degli obiettivi di riduzione da parte di alcuni paesi, tra cui l'Italia, il Protocollo ha avuto limitazioni nella sua efficacia globale. L'Accordo di Parigi del 2015 ha rappresentato un passo avanti significativo, stabilendo l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di perseguire sforzi per limitare l'aumento a 1,5°C. L'Accordo di Kigali del 2016, un emendamento al Protocollo di Montreal, si è concentrato sulla riduzione progressiva dell'uso degli idrofluorocarburi (HFC), potenti gas serra utilizzati in refrigerazione e climatizzazione.
Impatto del riscaldamento globale e azioni preventive
Il riscaldamento globale, risultato dell'accumulo di gas serra nell'atmosfera, sta causando cambiamenti climatici con effetti devastanti, come l'innalzamento del livello del mare, la perdita di biodiversità e l'aumento di eventi meteorologici estremi. L'effetto serra, un fenomeno naturale che trattiene il calore nell'atmosfera terrestre, è stato esacerbato dalle emissioni antropogeniche, in particolare quelle derivanti dall'uso di combustibili fossili. Per mitigare il riscaldamento globale, è essenziale ridurre le emissioni di gas serra attraverso la transizione verso fonti di energia rinnovabile, l'efficienza energetica e la promozione di pratiche sostenibili in agricoltura, industria e trasporti. Inoltre, è fondamentale che i governi, il settore privato e la società civile collaborino per implementare politiche efficaci e che i singoli cittadini adottino comportamenti responsabili per ridurre l'impronta ecologica.
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