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La Destra storica e le riforme nell'Italia post-unitaria

L'Italia post-unitaria e le riforme della Destra storica hanno segnato un'epoca di modernizzazione e tensioni sociali. L'ampliamento della rete ferroviaria, le politiche fiscali e il brigantaggio nel Sud, l'annessione di Roma e le relazioni con il papato sono stati momenti chiave.

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1

Unità d'Italia - Data di proclamazione

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1861

2

Piemontesizzazione - Significato

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Estensione leggi/regole piemontesi a tutta Italia

3

Istruzione pubblica e obbligatoria - Introduzione

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Iniziative Destra storica per combattere analfabetismo

4

Per finanziare le ______ e mantenere l'equilibrio di ______, il governo italiano aumentò le ______ nel periodo della modernizzazione.

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infrastrutture bilancio imposte

5

La ______ sul macinato, che colpiva i beni di prima necessità, fu introdotta in Italia nel ______ e influenzò maggiormente le classi ______.

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tassa 1868 meno abbienti

6

Cause del brigantaggio post-unitario

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Povertà, arretratezza, percezione di oppressione dal nuovo Stato unitario.

7

Composizione delle bande di briganti

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Contadini senza terra, inclusione di numerose donne, organizzati in gruppi armati.

8

Esito della repressione del brigantaggio

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Repressione militare tra 1864 e 1865, insurrezioni represse, cause del malcontento non risolte.

9

L'______ con la Prussia ha permesso all'Italia di combattere nella Terza guerra d'______ nel 1866.

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alleanza indipendenza

10

Nonostante le azioni militari italiane non fossero decisive, la vittoria della Prussia ha portato all'annessione del ______ all'Italia.

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Veneto

11

Roma e il Lazio erano parte dello Stato ______ prima della completa unificazione dell'Italia.

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pontificio

12

Il ______ e la Venezia Giulia rimasero sotto il controllo austriaco dopo la Terza guerra d'indipendenza.

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Trentino

13

Data breccia di Porta Pia

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20 settembre 1870

14

Evento che costrinse il ritiro delle truppe francesi da Roma

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Guerra franco-prussiana

15

Nel ______ il governo italiano introdusse la legge delle guarentigie per alleviare le tensioni con il ______, offrendo sovranità su alcuni palazzi e compensazioni finanziarie.

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1871 papato

16

Papa ______ IX rifiutò l'accordo proposto dall'Italia nel ______, dichiarandosi 'prigioniero' e scomunicando i leader italiani.

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Pio 1871

17

Con il ______ del ______, il papato esortò i cattolici a evitare l'ingresso nella politica dello Stato italiano.

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Non Expedit 1874

18

La firma dei ______ Lateranensi nel ______ pose fine al lungo conflitto tra la Chiesa e lo Stato italiano.

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Patti 1929

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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La Destra storica e le riforme nell'Italia post-unitaria

Con l'Unità d'Italia, proclamata nel 1861, il potere fu assunto dalla Destra storica, una coalizione politica di liberali moderati, aristocrazia e alta borghesia che aveva appoggiato la monarchia sabauda. Questa corrente politica guidò il Paese fino al 1876, estendendo il sistema legislativo e amministrativo del Regno di Sardegna a tutta la nazione, in un processo noto come "piemontesizzazione". Le leggi piemontesi furono applicate in tutto il regno, unificando la valuta e i sistemi doganali e standardizzando le regole amministrative. La Destra storica promosse un'opera di modernizzazione che includeva l'ampliamento della rete ferroviaria, lo stimolo al commercio e la lotta all'analfabetismo, istituendo l'istruzione pubblica e obbligatoria per i primi anni della scuola elementare.
Ritratto in bianco e nero di uomo del XIX secolo con abito formale, colletto alto e sguardo pensieroso.

Le conseguenze sociali delle politiche di modernizzazione

La modernizzazione dell'Italia comportò significativi costi sociali. Per finanziare le infrastrutture e raggiungere l'equilibrio di bilancio, il governo incrementò le imposte, soprattutto quelle sui beni di prima necessità. La tassa sul macinato, introdotta nel 1868, gravò pesantemente sulle classi meno abbienti, incrementando il costo di alimenti essenziali come il pane e la polenta. Queste politiche fiscali, unitamente all'introduzione del servizio militare obbligatorio, furono percepite come un pesante fardello dalla popolazione, in particolare nel Mezzogiorno, contribuendo a esacerbare le tensioni sociali.

Il fenomeno del brigantaggio nel Sud Italia

Nel Sud Italia, le condizioni di povertà e arretratezza furono aggravate dal fenomeno del brigantaggio, che si configurò come una forma di resistenza sociale contro il nuovo Stato unitario, percepito da molti come un'estensione dell'oppressione borbonica. I briganti, spesso contadini senza terra, inclusi numerosi donne, si organizzarono in bande armate, conducendo attacchi contro funzionari statali e possidenti terrieri. La risposta del governo fu una dura repressione militare che, tra il 1864 e il 1865, represse le insurrezioni, ma non risolse le cause profonde del malcontento, lasciando irrisolta la "questione meridionale".

L'espansione territoriale e la Terza guerra d'indipendenza

Nonostante la proclamazione dell'Unità, l'Italia non aveva ancora completato il suo assetto territoriale. Il Veneto, il Trentino e la Venezia Giulia erano ancora sotto il dominio austriaco, mentre Roma e il Lazio facevano parte dello Stato pontificio. L'alleanza con la Prussia di Bismarck offrì all'Italia l'opportunità di partecipare alla Terza guerra d'indipendenza nel 1866. Sebbene le operazioni militari italiane non fossero decisive, la vittoria prussiana permise all'Italia di annettere il Veneto, ma non il Trentino e la Venezia Giulia, che rimasero sotto il controllo austriaco.

L'annessione di Roma e la proclamazione della capitale

La "questione romana" trovò soluzione nel 1870, quando la guerra franco-prussiana costrinse la Francia a ritirare le truppe che presidiavano Roma. Il 20 settembre 1870, i bersaglieri italiani entrarono a Roma attraverso la breccia aperta nelle mura presso Porta Pia, portando all'annessione della città e del Lazio al Regno d'Italia. Roma fu proclamata capitale del Regno il 3 febbraio 1871, segnando un passo fondamentale nel processo di unificazione nazionale.

La reazione del papato e le tensioni con lo Stato italiano

Il governo italiano tentò di risolvere le tensioni con il papato attraverso la legge delle guarentigie del 1871, che garantiva la sovranità papale su determinati palazzi e un indennizzo finanziario. Tuttavia, papa Pio IX respinse l'accordo, proclamandosi "prigioniero" nello Stato italiano e scomunicando i governanti. Con il Non Expedit del 1874, il papato invitò i cattolici a non partecipare alla vita politica dello Stato. Questa posizione creò una profonda frattura tra la Chiesa e lo Stato italiano, che si protrasse per decenni, fino alla firma dei Patti Lateranensi nel 1929.