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L'Ancien Régime in Francia e la Rivoluzione Francese

L'Ancien Régime e la Rivoluzione Francese rappresentano un periodo cruciale che ha visto la caduta della monarchia assoluta e l'ascesa dei principi illuministi. La crisi finanziaria, le riforme fallite, la convocazione degli Stati Generali e la presa della Bastiglia hanno segnato il cammino verso la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino e la Costituzione del 1791, culminando in profonde trasformazioni sociali e politiche.

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1

Le idee dell'______, che sostenevano la ragione e i diritti individuali, guadagnarono popolarità in Francia tra la ______.

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Illuminismo borghesia

2

Tra il 1786 e il 1789, la Francia affrontò cattivi raccolti e una crisi economica esacerbata dal ______ demografico.

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aumento

3

Il ______ di Eden del 1786, che favoriva il commercio con la Gran Bretagna, e nuove tasse peggiorarono le condizioni economiche dei ceti ______.

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Trattato più bassi

4

Politica di Jacques Necker

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Proposta di copertura debito con prestiti e trasparenza finanziaria, incontrò resistenze.

5

Riforme di Charles Alexandre de Calonne

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Tentativo di tassa fondiaria universale e riforma fiscale, ostacolato dall'aristocrazia.

6

Convocazione degli Stati Generali

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Luigi XVI convocò l'assemblea nel 1789 a causa dello stallo finanziario e politico.

7

Il ______, autore del pamphlet 'Che cos'è il Terzo Stato?', esprimeva il malcontento e il desiderio di cambiamento di questo gruppo sociale.

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Emmanuel Joseph Sieyès

8

Assemblea Costituente post-Bastiglia

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Rafforzamento dell'Assemblea, creazione Comune di Parigi e Guardia Nazionale.

9

La Grande Paura

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Periodo di rivolte contadine e panico, diffusione di disordini in Francia.

10

Abolizione oneri feudali

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Decreto del 4 agosto 1789 per placare disordini e riconciliarsi con i contadini.

11

Nonostante l'opposizione di alcuni nobili e del ______, l'Assemblea Nazionale proseguì con le riforme rivoluzionarie, spostando Luigi XVI da ______ a ______.

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re Versailles Parigi

12

Costituzione Civile del Clero - Data di approvazione

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Approvata nel luglio 1790, riduceva l'influenza della Chiesa.

13

Clero giuratore vs Clero refrattario

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Clero giuratore accettava la Costituzione Civile, clero refrattario la rifiutava.

14

Posizione di Luigi XVI sulla Costituzione del 1791

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Accettata con riluttanza da Luigi XVI, nonostante le sue preferenze monarchiche.

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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L'Ancien Régime e le cause della Rivoluzione Francese

L'Ancien Régime in Francia era un sistema politico-sociale basato sulla monarchia assoluta di diritto divino, con il re al vertice e un'aristocrazia privilegiata che deteneva il potere. Questo regime iniziò a mostrare segni di crisi dopo la disastrosa sconfitta nella Guerra dei Sette Anni (1756-1763), che esacerbò i problemi finanziari dello stato. Le idee dell'Illuminismo, che promuovevano la ragione, i diritti individuali e la sovranità popolare, iniziarono a diffondersi tra la borghesia, che aspirava a un ruolo politico più significativo. La Francia era inoltre alle prese con una crisi economica, aggravata da un aumento demografico, cattivi raccolti tra il 1786 e il 1789, e un deficit statale causato dalle spese militari e dal lusso della corte. Il Trattato di Eden (1786), che promuoveva il libero scambio con la Gran Bretagna, e l'introduzione di nuove tasse, in particolare quelle indirette, peggiorarono le condizioni economiche dei ceti più bassi e della borghesia proprietaria, alimentando il malcontento.
Assalto alla Bastiglia durante la Rivoluzione Francese, con cittadini armati di spade e moschetti circondano la prigione grigia.

I tentativi di riforma finanziaria e la convocazione degli Stati Generali

Per affrontare la crisi finanziaria, il governo francese intraprese diversi tentativi di riforma. Jacques Necker, direttore generale delle finanze, propose nel 1777 di coprire il debito pubblico attraverso prestiti, ma la sua politica di trasparenza finanziaria e di spesa pubblica incontrò resistenze. Charles Alexandre de Calonne, controllore generale delle finanze dal 1783, cercò di introdurre una tassa fondiaria universale e di riformare il sistema fiscale, ma si scontrò con l'opposizione dell'aristocrazia. Loménie de Brienne, suo successore, tentò di imporre riforme attraverso editti, ma fu bloccato dal Parlamento di Parigi. La situazione di stallo finanziario e politico portò Luigi XVI a convocare gli Stati Generali nel maggio 1789, un'assemblea che rappresentava i tre ordini sociali: clero, nobiltà e Terzo Stato.

La presa di posizione del Terzo Stato e la formazione dell'Assemblea Nazionale

Il Terzo Stato, che comprendeva borghesia, contadini e lavoratori urbani, rivendicò un maggior peso decisionale, proponendo il voto per testa anziché per ordine e l'elaborazione di una Costituzione. Emmanuel Joseph Sieyès, con il suo pamphlet "Che cos'è il Terzo Stato?", articolò l'insoddisfazione di questo ordine e la sua volontà di riforma. Il 17 giugno 1789, il Terzo Stato si proclamò Assemblea Nazionale, con l'intento di redigere una Costituzione. Il re cercò di sciogliere l'assemblea, ma i suoi membri si riunirono nel campo da gioco della pallacorda (Jeux de Paume) il 20 giugno, prestando il famoso Giuramento della Pallacorda, con cui si impegnavano a non separarsi fino all'adozione di una Costituzione, marcando la transizione dell'Assemblea Nazionale in Assemblea Costituente.

La presa della Bastiglia e le conseguenze immediate

Il 14 luglio 1789, la presa della Bastiglia, una prigione simbolo dell'arbitrio monarchico, da parte dei rivoltosi parigini segnò un punto di svolta nella Rivoluzione Francese. Questo evento simboleggiò la caduta dell'assolutismo e l'aspirazione alla libertà. In risposta, l'Assemblea Costituente si rafforzò, istituendo la Comune di Parigi e la Guardia Nazionale. La Grande Paura, un periodo di rivolte contadine e di panico generale, si diffuse in tutta la Francia, portando l'Assemblea a reagire con il decreto dell'abolizione degli oneri feudali il 4 agosto 1789, per placare i disordini e riconciliarsi con i contadini.

La Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino e la reazione del re

Il 26 agosto 1789, l'Assemblea Nazionale adottò la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, ispirata ai principi illuministi e che enunciava i diritti inalienabili dell'individuo e i fondamenti di un governo basato sulla legge e sulla volontà popolare. Nonostante l'opposizione di parte della nobiltà e del re, l'Assemblea continuò il suo percorso rivoluzionario, costringendo Luigi XVI a riconoscere la nuova realtà politica e a trasferirsi da Versailles a Parigi nell'ottobre 1789, per essere più facilmente controllabile.

La Costituzione del 1791 e la nuova Assemblea Legislativa

L'Assemblea Costituente lavorò alla redazione della Costituzione del 1791, che stabiliva la monarchia costituzionale, la separazione dei poteri e un sistema elettorale basato sul censo. La Costituzione Civile del Clero, approvata nel luglio 1790, ridusse l'influenza della Chiesa e provocò una divisione tra il clero giuratore, che accettava la nuova Costituzione, e quello refrattario, che la rifiutava. La Costituzione fu accettata con riluttanza da Luigi XVI. Con l'elezione della nuova Assemblea Legislativa nell'ottobre 1791, emersero divisioni politiche tra i sostenitori della monarchia (destra), i repubblicani (sinistra) e i moderati (centro). La sinistra, composta da giacobini e cordiglieri, promuoveva l'uguaglianza sociale e l'anticlericalismo, mentre la destra, composta da monarchici e conservatori, difendeva i valori tradizionali e la libertà economica.