La 'Gerusalemme Liberata' di Torquato Tasso è un poema epico che si distingue per coerenza spaziale e temporale, linguaggio elevato e stile ricercato. Il poeta esplora la complessità emotiva e intellettuale con un gioco di contrasti, in un'opera che ha subito revisioni per allinearsi ai canoni aristotelici e ai valori della Controriforma.
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Unità Spaziale e Temporale nella "Gerusalemme Liberata"
"Gerusalemme Liberata" di Torquato Tasso è un poema epico che si distingue per la sua coerenza spaziale e temporale, in netto contrasto con la struttura narrativa più libera e frammentata dell'"Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto. Tasso segue un percorso cronologico più stretto, incentrato sugli eventi della Prima Crociata e culminante nella conquista di Gerusalemme. Il poema si svolge in un arco temporale ristretto, con una narrazione che procede in modo lineare, sebbene intervallata da episodi retrospettivi che forniscono contesto e approfondimento sui personaggi, come nel caso del cavaliere Rinaldo. Questa struttura riflette l'influenza dei modelli classici, in particolare l'Iliade, che si concentra su un momento cruciale dell'assedio di Troia, e dimostra l'intento di Tasso di fornire un resoconto epico e unitario della storia crociata.
Linguaggio e Stile nella Poesia di Tasso
Il linguaggio poetico di Torquato Tasso nella "Gerusalemme Liberata" è il risultato di una ricerca stilistica consapevole, come delineato nei suoi "Discorsi del poema eroico". Il poeta mira a un ideale di sublimità, utilizzando un lessico selezionato e talvolta arcaizzante, figure retoriche come metafore e iperboli, e strutture sintattiche complesse con periodi articolati e inversioni. Queste scelte stilistiche sono volte a creare un effetto di grandezza e nobiltà, in linea con i canoni dell'epica. Tasso presta attenzione anche alla musicalità del verso, con l'uso di dieresi e assonanze, e alla risonanza delle rime, per rafforzare l'impatto emotivo e sonoro del poema.
Il "Concettismo" e la Compresenza dei Contrari
Nella "Gerusalemme Liberata", Tasso esplora la complessità emotiva e intellettuale attraverso un gioco di contrasti che Mario Fubini ha definito "bifrontismo". Questa tecnica consiste nell'affiancare elementi di grandezza e magnificenza a momenti di introspezione e malinconia, creando un'atmosfera di profonda suggestione. Il poeta utilizza termini evocativi come "ignoto" e "infinito" per esprimere concetti di vastità e mistero, e abbonda nell'uso di aggettivi che amplificano le immagini poetiche. Gli enjambements sono frequenti e contribuiscono a creare un ritmo lirico che enfatizza le pause e intensifica l'esperienza emotiva del lettore.
La Revisione del Poema e la "Gerusalemme Conquistata"
Torquato Tasso non si fermò alla prima stesura della "Gerusalemme Liberata", ma intraprese un processo di revisione che lo portò a rivedere il poema alla luce dei canoni aristotelici e del clima religioso della Controriforma. Sottoponendo il suo lavoro al giudizio di critici e revisori, Tasso fu spinto a modificare il testo, come dimostra l'edizione del 1584. Questo processo culminò nella "Gerusalemme Conquistata", una rielaborazione che si allineava maggiormente ai dettami della poesia epica classica e ai valori morali dell'epoca. Nonostante gli sforzi dell'autore, la "Conquistata" non ottenne il successo della "Liberata", la quale, con le sue tensioni e contraddizioni, continuò a essere celebrata come un capolavoro della letteratura italiana del Rinascimento.
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