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Mappa concettuale e riassunto Hobbes

Thomas Hobbes, con 'Il Leviatano', esplora la condizione umana e la necessità di un potere sovrano per prevenire il caos. La sua teoria politica, basata su meccanicismo e materialismo, propone un contratto sociale dove il Leviatano garantisce la pace in cambio di diritti trasferiti.

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Data e luogo di nascita di Hobbes

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Nato nel 1588, Inghilterra.

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Anno di pubblicazione de 'Il Leviatano'

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Pubblicato nel 1651.

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Contributo principale di Hobbes

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Teoria politica, ricerca cause conflitti e soluzioni.

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Hobbes ha creato un sistema filosofico che unisce ______ e ______, utilizzando il metodo deduttivo.

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razionalismo empirismo

5

Secondo Hobbes, la realtà è ______ dal pensiero e tutto ciò che è pensabile deve necessariamente ______.

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indipendente esistere concretamente

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Movimento corpo -> Pressione cervello

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Un corpo in movimento esercita pressione sul cervello, innescando la percezione.

7

Contro-movimento del cervello -> Fantasia

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Il cervello reagisce al movimento con un contro-movimento che genera un'immagine, o fantasia, del corpo.

8

Ruolo del linguaggio nella conoscenza

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Il linguaggio è lo strumento chiave per l'elaborazione della conoscenza, essenziale per l'intelletto.

9

Hobbes sviluppò un pensiero etico che mirava a una morale ______.

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naturalistica

10

Secondo Hobbes, nello stato di natura gli uomini sono ______ e pronti a usare la violenza per i propri scopi.

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avidi

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Hobbes descrisse la condizione umana con le frasi '' e ''.

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Homo homini lupus Bellum omnium contra omnes

12

Per Hobbes, gli uomini trasferiscono i loro diritti a un'autorità superiore, eccetto il diritto alla ______, attraverso un ______.

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vita contratto sociale

13

Leggi naturali secondo Hobbes

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Esistono ma non sono assolute; valide se promuovono la pace.

14

Ruolo del sovrano nelle leggi

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Deve rispettarle se non minacciano l'autoconservazione dello Stato.

15

Criterio di giustizia delle leggi

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Una legge è giusta se mira all'ottenimento e mantenimento della pace.

Q&A

Ecco un elenco delle domande più frequenti su questo argomento

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La figura di Thomas Hobbes

Hobbes nacque nel 1588 in Inghilterra, dove morì nel 1679. Pensatore dai vari interessi, diede il suo contributo fondamentale nell’ambito della teoria politica. Scrisse nel 1651 l’opera “Il Leviatano”, manifesto del suo pensiero e successiva base per pensatori di tutte le correnti. Hobbes fu principalmente influenzato da due esperienze vissute in prima persona: - La guerra civile inglese, che lo spinse a cercare le cause dei conflitti e una possibile soluzione per evitarli; - I continui viaggi, grazie a cui entrò in contatto con tre diverse correnti filosofiche che lo ispirarono cioè il meccanicismo galileiano, il razionalismo cartesiano di cui riprese il metodo matematico deduttivo e l’empirismo inglese.
leviatano-hobbes

Il sistema hobbesiano

Effettuando una sintesi tra razionalismo ed empirismo, Hobbes fondò la base del suo contributo filosofico, con lo scopo di usare il metodo deduttivo per spiegare ogni elemento della realtà. Fu così che diede vita ad un sistema: Materialistico, Meccanicistico che va dagli elementi semplici a quelli complessi ed Onnicomprensivo nella spiegazione del reale. Gli elementi di base del suo sistema sono: - Il corpo: la realtà è indipendente dal pensiero e tutto quello che può essere pensato deve per forza esistere concretamente; - Il moto: è l’essenza dei corpi, che devono per forza essere o in movimento oppure immobili.

Il pensiero di Hobbes

Da dove nasce dunque la conoscenza umana? Un corpo si muove e quindi esercita una pressione sul cervello umano. Ne consegue un contro-movimento del cervello che crea una fantasia, un’immagine del corpo stesso, seguendo la logica della causa-effetto. I corpi provocano dunque una sensazione nell’essere umano, che poi la elabora seguendo un’unica idea. Il mezzo attraverso cui la conoscenza viene elaborata è il linguaggio, che ricopre un ruolo fondamentale in quanto funzione fondamentale dell’intelletto.

La teoria politica

Partendo dalle basi meccaniciste, Hobbes sviluppò anche il suo pensiero etico che mirava a costruire una morale naturalistica. Secondo questa logica, egli affermò l’esistenza di istinti naturali umani senza alcun valore assoluto. in altre parole, anche i moti dell’animo sarebbero regolati dalla logica azione-reazione, secondo cui il male provoca dolore e il bene piacere. L’assolutismo di Stato Distaccandosi dalla visione dell’uomo come “animale sociale”, Hobbes affermò che nello stato di natura gli uomini sono avidi e disposti ad utilizzare la violenza per giungere ai propri fini. Da qui nascono le sue due massime che descrivono la lotta per la predominanza: - ‍Homo homini lupus: gli uomini sono minacce per i simili; - ‍Bellum omnium contra omnes: stato naturale di costante guerra tra gli uomini. In questo quadro le categorie di “giusto” e “ingiusto” non esistono, perché la legge naturale è puramente logica e non etica. La natura impone l’autoconservazione, entrando in conflitto con gli istinti umani che rischiano di portare ad uccidere i propri simili. La natura segue tre regole: la ricerca della pace, la rinuncia di parte del proprio diritto naturale a prevalere e l’idea che i patti vadano sempre rispettati (ovvero pacta sunt servanda). Il contratto sociale Visto che gli uomini devono rinunciare a parte della loro natura per avere pace, essi decidono volontariamente di trasferire tutti i diritti naturali di cui godono (tranne quello alla vita) ad un’autorità superiore, incaricata di far rispettare le leggi della natura anche con la forza. La paura della morte porta dunque gli uomini ad appoggiare un potere assoluto, incarnato nella sua opera dal Leviatano.Da qui nasce un vero e proprio contratto sociale tra sovrano e popolo. La forma che il rapporto monarca-suddito assume è però diverso dal dispotismo perché in questo caso il sovrano viene scelto ed è tenuto a garantire la pace. Qualora fallisse, il popolo lo può destituire. Questo concetto venne ripreso poi anche da pensatori liberali come Rousseau e Locke.Per questi motivi Hobbes sostenne fermamente la necessità della monarchia assoluta per il mantenimento della pace. Si schierò poi contro la divisione dei poteri, individuando in essi la causa principale della guerra civile inglese.

Giusnaturalismo o giuspositivismo?

Hobbes riuscì a conciliare giusnaturalismo e giuspositivismo, tradizionalmente antitetiche. Nel suo pensiero infatti le leggi naturali esistono, ma non hanno un valore assoluto: esse possono essere buone o meno solo in relazione alla garanzia del fine ultimo – ovvero la pace. Così, da un lato il sovrano è tenuto a rispettare le leggi solamente quando esse non minacciano l’autoconservazione di sé o del proprio Stato. Dall’altro, però, tutto ciò che viene comandato è giusto solo per il fatto di avere come fine ultimo l’ottenimento e mantenimento della pace.